Il coro ligneo di Fra Giovanni da Verona a Santa Maria in Organo FOTOSERVIZIO MARCHIORILa copertina della guida

17.11.2016

La chiesa di Santa Maria in Organo, dedicata a Maria Assunta, è una delle chiese più antiche di Verona e sicuramente una tra quelle di maggior interesse per i capolavori d’arte che conserva, dal coro ligneo di Fra Giovanni da Verona agli affreschi di Francesco Morone conservati nella sagrestia. Ad approfondire con precisione e passione questo capolavoro dell’arte veronese arriva ora in libreria per le edizioni Cierre la guida La chiesa di Santa Maria in Organo realizzata da Luciano Rognini: una ristampa del lavoro già pubblicato nel 2002 (da anni esaurito), arricchito di interessanti aggiornamenti. Una pubblicazione tanto più necessaria considerata la forte domanda di studiosi e visitatori.

Due Brani dagli scritti di Rognini

In quello che fu il rione dell’Isolo a Verona sorge una chiesa che conserva tesori di inestimabile valore. Essa era il centro della vita del monastero di Santa Maria in Organo, proprietario nel medioevo di terre e beni in tutto il Veronese. Dal XIV secolo il monastero fu affidato all’ordine degli Olivetani che lo ricostruirono demolendo l’antico. Gli Olivetani furono promotori anche della trasformazione della chiesa da romanica a rinascimentale aggiungendo le cappelle laterali, rialzando la cupola e il presbiterio.
Ideatore di questa trasformazione fu fra Giovanni da Verona, uomo di vasta cultura, artista geniale e poliedrico (architetto, scultore, intarsiatore, miniatore e maestro di prospettiva). Egli disegnò anche il nuovo campanile, le cappelle e la celeberrima sagrestia, definita da Vasari «la più bella che fusse in tutta Italia». Aprì nel convento una fiorente scuola di tarsia e con l’aiuto degli allievi religiosi e laici realizzò il candelabro, il coro ligneo e il suo capolavoro, la spalliera della sagrestia.

L’attuale sagrestia di Santa Maria in Organo a Verona, uno dei molti tesori ancora troppo poco conosciuti della nostra civiltà figurativa, fu fatta ricostruire tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI dai monaci Olivetani, che chiamarono ad adornarla alcuni dei maestri più rinomati della città scaligera. Fra questi, l’ideatore e il principale protagonista del progetto di costruzione della nuova sagrestia fu fra Giovanni da Verona: recenti ritrovamenti d’archivio permettono ora di delineare con più precisione le sue vicende biografiche e artistiche.

Anche questa volta, come già si è avuto modo di constatare in tanti lavori dedicati alla storia cittadina, Rognini regala al lettore un lavoro completo e approfondito grazie alle puntuali ricerche archivistiche compiute e allo studio dei risultati dei restauri che hanno permesso di scoprire notizie inedite. Con questo lavoro tra l’altro Rognini completa il suo ciclo di studi su Santa Maria in Organo e sui monaci olivetani che la ressero dal 1444 e la dotarono di pitture dovute ai più prestigiosi artisti veronesi (i Morone, i Dai Libri, i Brusasorzi, Giolfino, Torbido), iniziato già negli anni Settanta, proseguito con gli scritti sull’antico organo della chiesa (risale al 1506) e con una pubblicazione sulla storia del monastero edita nel 1988 dalla Banca Popolare. E già nel 1985 Rognini aveva pubblicato, a cura del centro professionale San Zeno, il volume Tarsie e intagli di fra Giovanni, molto richiesto anche all’estero. Insomma, una «lunga fedeltà» dell’autore alla chiesa costruita nell’alto medioevo (tra il VI ed il VIII secolo), epoca di cui rimane, secondo la ricostruzione di Rognini, parte della base, perchè la torre fu trasformata dai Benedettini prima, dagli Olivetani poi in campanile.

La guida si articola parte dalla ricostruzione della storia della chiesa, per dedicare quindi un capitolo a Fra Giovanni da Verona e al suo percorso artistico; vengono quindi analizzati prima la facciata, i chiostri e il campanile, quindi l’interno con l’organo e le varie cappelle, la sagrestia antica e la cripta: un percorso, quello di Rognini, che affascina il visitatore e arricchisce lo studioso.

Alessandra Galetto

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 17/11/2016