VERONETTA. Via ai fondi del Governo, convenzione firmata dalla Giunta, tecnici al lavoro per fare progetti entro febbraio.

All’ex caserma 5 milioni per sistemare il silos di Levante, nell’ex sede
del Nani uffici comunali, spazi di inclusione e coworking, ludoteche

Avanti tutta su Veronetta. Dal Governo arrivano 18 milioni per la riqualificazione di palazzo Bocca Trezza e dell’ex Caserma Santa Marta. Ora a Palazzo Barbieri bisogna correre, per inviare il progetto definitivo entro febbraio. La giunta ha già deliberato, sottoscrivendo la convenzione lunedì, e ora i tecnici sono al lavoro per definire gli interventi di restauro e recupero.La buona notizia è stata annunciata ieri nella commissione consiliare presieduta da Daniela Drudi, per sviscerare le proposte culturali non solo per Palazzo Bocca Trezza ma anche per l’Arsenale«L’anno scorso abbiamo partecipato al bando ministeriale per interventi di riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, individuando Veronetta come zona protagonista», ricorda l’architetto Viviana Tagetto del settore di Edilizia Monumentale in Comune. A gennaio si era temuto il peggio visto che Verona risultava novantesima in graduatoria, ma alla fine, una settimana fa, è arrivata la comunicazione ufficiale e i 18 milioni ora sono realtà.Palazza Bocca Trezza, ex liceo artistico, è vincolato a una vocazione di servizi per il quartiere. Nella struttura cinquecentesca ormai fatiscente, cui sono destinati 8 milioni di soli lavori, oltre a uffici comunali e una sala convegni nella stanza affrescata, sono previsti spazi di inclusione sociale per famiglie e ragazzi, tra ludoteche, coworking, circo sociale e orientamento.L’ex caserma Santa Marta prevede invece un intervento di 5 milioni suddivisi per il silos di Levante, in cui andranno aule universitarie ed eventuali ambienti museali in un secondo stralcio, la realizzazione di poliambulatori nella Casa del Capitanio e la sistemazione della sede di delegazione dei vigili urbani nell’edificio di Guardiania.Altri 4,5 milioni di euro serviranno per la parte tecnica e l’iva, a cui si aggiunge mezzo milione per l’attivazione dei servizi. In questo secondo edificio qualche modifica potrà ancora essere effettuata, anche nella destinazione d’uso degli spazi, magari nella stesura del progetto esecutivo.Potrebbe essere l’occasione, come suggerito dal consigliere comunale del Pd, Elisa La Paglia, di trasferire negli edifici di Veronetta qualche desiderata emerso nelle 60 proposte giunte da cittadini e professionisti per il futuro dell’ex Arsenale, che saranno presentate domani in Gran Guardia dalle 10 alle 17.30.«Sull’Arsenale sono arrivate parecchie suggestioni», fa notare Paola Bressan, a cui era stata affidata la guida della commissione ad hoc per dare audizione a chi ha voluto dire la sua sul compendio asburgico. «Molti progetti parlano la stessa lingua, e per gli architetti, per esempio, è importante il recupero immediato dell’edificio a partire dalle coperture. Piace l’idea di un mercato urbano, del trasferimento del museo di Storia Naturale, e i giovani premono per spazi di coworking e innovazione. Tutti infine reclamano sale espositive e per convegni all’insegna della cultura, e prevale il desiderio di una destinazione pubblica, senza interventi di project financing».I 9 milioni già a bilancio per la sistemazione dei tetti potrebbero garantire la sicurezza, visto che la struttura di per se è stabile. «I 9 milioni sono da spacchettare e serve comunque prima una bonifica», interviene Alberto Bozza della Lista Tosi, che, rivendica la strada del project financing avviata dalla precedente amministrazione ed è convinto che, oltre alle idee si debba trovare una sostenibilità finanziaria.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 6/12/2017

Note: Chiara Bazzanella