Il silos di Levante nel complesso universitario (ex militare) della Santa Marta FOTO MARCHIORI

VERONETTA. Firmato l’accordo tra Università e Comune per un restauro da tempo atteso

Sale per lo studio, spazi espositivi. Il rettore: «Più vita per il quartiere» Il sindaco: «Controlli continui, ma è così che si riprende il territorio»
PAOLO MOZZO

Mancava il «Silos di Levante». Il recupero del complesso dell’ex caserma Santa Marta, il «cuore» in Veronetta dell’università veronese, viaggia verso il completamento, con il recupero di due piani per sale di studio, spazi espositivi con un punto di ristoro. L’accordo tra Comune e ateneo, con le firme del sindaco Federico Sboarina e del rettore Nicola Sartor, è nero su bianco. Restano da espletare i passaggi burocratici per il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori, per il primo stralcio di interventi sul ««silos», 3 milioni e 875 mila euro, già finanziati con inizio dei lavori previsto per il gennaio del 2010. Seguiranno la riqualificazione della Casa del Capitano (circa un milione e 100 mila euro) i cui spazi saranno adibiti ad ambulatori e servizi socio-sanitari e della Guardiania, che ospita la delegazione della Polizia municipale e spazi per associazioni (421 mila euro previsti).
Gli stanziamenti sono legati al «Programma per le periferie», varato dal passato Governo. «Veronetta però, per quanto periferica», osserva il sindaco Sboarina, «è parte del centro storico. E se la pressione sul fronte dell’ordine pubblico c’è e continuerà la vera via per la riqualificazione passa, necessariamente, dal “riprendersi” gli spazi. Dove c’è vita, soprattutto giovanile, lo spazio per presenze e attività equivoche si restringe fisiologicamente».
UNIVERSITÀ. Due piani all’università. Il resto, con un recupero che, spiega il progettista Gian Arnaldo Caleffi, «non è tra i più usuali, dal momento che sfrutterà spazi verticali collegati da passerelle». Un intervento che, dall’affidamento dei lavori, «richiederà un paio d’anni». «Progetti complessi, quelli per il “silos di Levante” e strutture annesse per un importo che raggiunge i 3 milioni e 875 mila euro», osserva l’assessore ai Lavori pubblici, Luca Zanotto.Un investimento, fa notare il rettore Nicola Sartor «che ha come obiettivo l’offerta di ulteriori spazi agli studenti e la rivitalizzazione di Veronetta, anche nella sua vita notturna». Lunghezza d’onda equivalente quella del sindaco: «C’è oggi la conferma di una collaborazione stretta con l’università», dice Federico Sboarina. «Ma c’è anche la volontà di vedere questa parte della Verona storica tornare bella e vivibile. La pressione dei controlli continuerà ma la vera riqualificazione sta nel vedere i ragazzi occupare il territorio, sottraendo spazio alle presenze “losche” e ridando fiato anche alle presenze commerciali in quella zona».
NOVANTANOVE. La convenzione tra Comune e università, spiega l’assessore al Patrimonio, Edi Maria Neri, «è stipulata su una base di 99 anni, rinnovabile…». Giro di sguardi e scongiuri nella Sala degli Specchi, per una conferenza stampa «irripetibile». «Tutto questo, una riconversione di spazi significativi della nostra città, sarà a beneficio», scherza, «anche di figli e nipoti». La scadenza ufficiale infatti è per il 2.104.

PROSPETTIVA. Un secondo lotto di interventi, in fase di finanziamento, riguarderà Palazzo Bocca Trezza (uffici comunali e servizi sociali e di quartiere) e l’ex caserma Passalacqua, con la realizzazione di un «campus» universitario, altri 18 milioni da investire.

Per Veronetta, il centro storico periferico che vuole rinascere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 7/06/2018

Note: PAOLO MOZZO