Il muro d'ingresso del polo universitario Santa Marta, via Cantarane

VERONETTA. Stamattina incontro in Comune
Non può essere abbattuto quindi verrà camuffato con un muraleIl muro di via Cantarane che chiude e nasconde il complesso della Santa Marta e il silos di Ponente, gioielli recuperati dall’Università che vi ha ricavato aule e biblioteca, non può essere abbattuto perché vincolato, ma verrà camuffato con un grande murale. Verranno chiamati i professionisti della street art che già hanno decorato il muro dell’ex Scalo merci in stradone santa Lucia e anche molte cabine elettriche e questa enorme barriera, retaggio di un compendio militare che non esiste più ma che conserva il filo spinato, verrà trasformato.L’incontro per mettere a punto tempi e modi è previsto questa mattina in Comune nell’ufficio dell’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala che conferma la sua volontà «di abbattere tutti i muri che possiamo» e sarà presente anche il rettore dell’ateneo Nicola Sartor.«Sarei assolutamente favorevole», dice Sartor, «all’ipotesi i abbattere completamente questo muro e aprire la prospettiva sulla Santa Marta» alla quale si accede ora da un portoncino che appare sottodimensionato e riduttivo rispetto ai tanti studenti e professori che tutti i giorni entrano ed escono dal nuovo polo universitario.«C’è però un problema di sicurezza, perché va garantita l’incolumità del compendio che comunque avrebbe bisogno di essere recintato o di avere un presidio notturno. Per questo è necessario che nel corso del tempo venga generata una vita notturna sana, con pub, ristoranti, spazi espositivi, magari con il recupero del silos di Levante. Un murale sarebbe già un primo passo significativo e positivo».«Io sono per abbattere tutti i muri laddove riusciamo», ribadisce l’assessore Segala, «il fatto è che quello di via Cantarane è vincolato dalla Soprintendenza, pur non essendo più militare».Così come è vincolato il muro che delimita la nuova sede Unicredit lungo viale del Lavoro mentre paradossalmente il muro che circonda l’ex Manifattura Tabacchi no e quindi potrà essere abbattuto. «Ma per il muro di viale del Lavoro», anticipa la Segala, «c’è un progetto dell’architetto Botta per ridurre l’impatto e creare una nuova illuminazione che lo renda più integrato con il contesto».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 20/12/2018