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AL DUOMO. La chiesetta, nel complesso della cattedrale, è dedicata ai Santi Giorgio e Zeno. All’interno viene conservato un pezzo del legno su cui fu crocefisso Gesù

Ha un legame diretto con le radici del cristianesimo a Verona e Dante vi lesse la sua "Quaestio de aqua et terra" nel 1320


E’ dedicata ai Santi Giorgio e Zeno ma è nota al popolo come Sant’Elena: perchè questa chiesetta che oggi fa parte del complesso del duomo, resa immortale dal fatto che Dante, il 20 gennaio del 1320, vi lesse pubblicamente la sua "Quaestio de aqua et terra" (come riporta una lapide a destra dell’ingresso), possiede un legame diretto con le radici del Cristianesimo a Verona e con la Santa, madre dell’imperatore Costantino. Colei che, durante un viaggio in Terra Santa, ritrovò la vera Croce di Gesù, di cui, proprio in questa chiesetta veronese, si conservava una reliquia. Ecco perchè don Martino Signoretto e Davide Galati, autori della guida "Verona minor Hierusalem" hanno pensato di inserire l’edificio sacro tra le tappe di questo itinerario che risale al nono secolo e riunisce una serie di chiese veronesi che, per il nome o la topografia, ricordavano ai pellegrini medievali, di ritorno dalla Palestina, le tappe salienti della vita di Cristo.
TAPPE SACRE. Cinque le tappe riunite nel progetto urbanistico originale dell’Arcidiacono Pacifico: Santa Maria di Nazareth, l’annunciazione; Santa Maria di Betlemme, oggi San Zeno in Monte, la nascita di Gesù; San Rocchetto che ricordava il luogo della crocifissione, il Golgota; la chiesa del San Sepolcro, oggi Santa Toscana, che riprendeva il sepolcro di Gesù e, infine, Santissima Trinità  in Monte Oliveto, il Monte degli Ulivi in riva all’Adige. "A queste ne abbiamo aggiunte tre", spiega Galati, scrittore e studioso di storia locale. "La chiesa dei Santi Siro e Libera al teatro Romano, come memoria del cenacolo, la chiesa di Santa Maria in Organo a ricordare l’entrata di Gesù a Gerusalemme e appunto Sant’Elena, per ricordare il ritrovamento delle prime reliquie in Terra Santa e, in un certo senso, il primo pellegrinaggio cristiano della storia".
MOSAICI E RELIQUIE. La chiesa fu consacrata nel 813, ma subì gravi danni durante il terremoto del 1117 che portarono a una ricostruzione e a una riconsacrazione nel 1140 da parte del patriarca di Aquileia, Pellegrino. Splendido esempio di romanico veronese, con aula unica e soffitto a capriate lignee che tradiscono l’origine molto antica, ha paramenti murari di epoca carolingia, in cui le monofore sono state aperte nell’XI secolo al posto delle grandi finestre precedenti. L’attuale chiesa è stata eretta su una precedente basilica che risale alla prima metà  del IV secolo che era stata già  oggetto di una ricostruzione all’epoca del vescovo Zeno (362-372 d. C.). A questo periodo si possono ricondurre il rialzo dei pavimenti e i mosaici. Già  da allora sembra che esistesse anche un battistero posto, all’incirca, dov’è ora il vicino San Giovanni in Fonte. La pala sopra l’alare maggiore, che ritrae la Madonna col Bambino e i Santi Stefano, Zeno, Giorgio ed Elena, è di Felice Brusasorzi, del 1573. Nella cappella chiamata della Croce, si trova una lapide con l’elenco delle reliquie che vennero poste sull’altare al momento della consacrazione.
"Questa stessa chiesa ha una felice coincidenza", aggiunge don Martino Signoretto, docente di Antico testamento allo Studio teologico San Zeno, "è il luogo dove San Zeno ha proclamato i suoi Discorsi, che la tradizione riporta come uno dei motivi che ha dato una spinta alla conversione di Verona dal paganesimo al Cristianesimo. Dentro Sant’Elena, nel complesso del duomo, si respira l’aria delle prime comunità  cristiane nate attorno a Gesù. E dal Cristo crocifisso scaturisce il dono dello Spirito, che accompagna i credenti nel loro lavacro. Vicino si trova, infatti, San Giovanni in Foro con il celebre battistero ottagonale".
Per prenotare la visita, rivolgersi alla parrocchia del Duomo, tel. 045.8008813, oppure 045.595627.

 

Tratto da: L'Arena

Data: 16/02/2013

Note: Elisa Pasetto CRONACA, pagina 22