image

GRANDI OPERE. Il Comune conferma la commessa alla Carrosserie Hess di Zurigo.

I mezzi lunghi 24 o 18 metri saranno a totale alimentazione elettrica, senza diesel. L’intera fornitura costerà 40 milioni.

Il filobus veronese sarà svizzero. E se arriverà il via libera dal comitato tecnico ministeriale sarà lungo 24 metri, invece di 18, e totalmente ad alimentazione elettrica e non più tramite generatore diesel nel tratto di quattro chilometri non elettrificati in centro storico. Nei due percorsi, da San Michele allo Stadio e da Borgo Roma a Ca’ di Cozzi, correranno 37 mezzi prodotti dalla Carrosserie Hess di Zurigo. La conferma è arrivata ieri nella commissione consiliare mobilità presieduta da Francesco Spangaro, da Carlo Alberto Voi, direttore generale dell’Amt che è stazione appaltante dell’opera. Il mezzo svizzero, la fornitura costerà circa 40 milioni di euro, sostituisce quello proposto dalla Apts, azienda olandese fallita alcuni mesi fa. A differenza della Apts la Hess non ha il sistema di accostamento automatico alla banchina, brevetto di proprietà della ditta olandese. La Hess è una società specializzata nella produzione di fil! obus. In produzione c’è anche un veicolo, anche da 24 posti, munito di batteria per la produzione di energia elettrica nei tratti in cui non ci sono i fili. «Tocca ora al ministero e alla Motorizzazione civile approvare il progetto definitivo con la possibilità di utilizzare queste soluzioni. Dal nostro punto di vista», evidenzia l’ingegner Voi, «rappresenterebbero un grosso salto di qualità, con un miglioramento dal punto di vista della capacità di trasporto e ambientale».A ll’Amt sono ottimisti: «Le prospettive, anche per avere la deroga che ci consentirebbe di utilizzare vetture di 24 metri sono favorevoli, inoltre i costi gestionali resterebbero invariati». Filobus di questo tipo, prodotti dalla Hess Carrosserie, sono già in funzione a Lucerna e Zurigo. In Italia, Verona sarebbe la prima. In commissione si è parlato anche di corsie preferenziali che saranno delimitate dalla segnaletica orizzontale, con l’utilizzo di un tipo di asfalto rumoroso come quello us! ato in autostrada per delimitare le corsie d’emergenza. Quanto! ai tempi, Voi sottolinea che i lavori potrebbero partire a settembre. Da quel momento scatterà il conto alla rovescia dei mille giorni entro i quali si dovrà concludere l’opera. Un allungamento dei tempi, intanto, lo sta provocando il ritrovamento di una discarica di rifiuti solidi urbani su un’area di settemila metri nei terreni della Genovesa dove sarà costruito il deposito unico di tutti i mezzi pubblici. La discarica fu chiusa nel 1975. Ma l’inaspettato rinvenimento ha fatto scattare una serie di procedure che coinvolgono anche la Provincia e l’Arpav. Si dovrà valutare se sarà necessaria una bonifica, se sarà sufficiente una messa in sicurezza con lo spostamento di uno stabile. In commissione si è anche tornati a parlare della mancata presentazione da parte di una delle ditte che fanno parte dell’Associazione temporanea di imprese del certificato antimafia. «Su questo tema abbiamo già sollecitato il nuovo prefetto a darci una risposta. In precedenza», fa sape! re Voi, «avevamo sempre ricevuto risposte vaghe in riferimento al protocollo di legalità sottoscritto dal Comune e alla possibilità di sostituire le ditte inadempienti. Speriamo che a breve il prefetto dia indicazioni e la capofila adotti le misure adeguate».oE.S.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 24/07/2015

Note: CRONACA – Pagina 14