Carrelli chiusi con il lucchetto e «parcheggiati» di fronte a un supermercato che ha rispettato la serrata nel week end secondo le disposizioni del decreto

DOMANDE E RISPOSTE. Numerose le richieste di chiarimenti sulle disposizioni governative in vigore da ieri
«Gli spostamenti tra Comuni solo per comprovate necessità Ma è faticoso per noi lavorare nella continua incertezza»

Giro di vite per l’emergenza coronavirus. Chi può e chi non può e cosa si può o no. Lo stabilisce l’ultimo decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di domenica, attuato da ieri. Non senza difficoltà per comprenderlo fino in fondo, caso per caso. Così il sindaco Federico Sboarina, dopo il bombardamento di richieste di chiarimenti piovute in Comune, come del resto anche domenica in previsione delle nuove disposizioni e divieti, fa il punto.CHI PUÒ. Come riferisce il primo cittadino scaligero, sintetizzando le misure, sono autorizzate tutte le attività collegate alla filiera alimentare, alla sanità, ai trasporti. Resteranno quindi aperti supermercati, farmacie e parafarmacie, tabaccherie ed edicole. Non si fermano neanche le attività professionali, la fabbricazione di articoli tessili, tecnici e industriali, i servizi postali e i corrieri, le attività alberghiere, i servizi di comunicazione e informazione. Esclusi dallo stop tutti i servizi collegati alle filiere essenziali, ma non indicati dal decreto, che per continuare la loro regolare attività devono già da ieri comunicare al prefetto la mantenuta apertura. Introdotto il divieto di spostamento da un Comune all’altro.CHI NON PUÒ. Da ieri invece vietato trasferirsi o spostarsi in un Comune diverso da quello in cui si vive, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Inoltre fino al 3 aprile, per effetto delle ordinanze sindacali, in tutto il territorio comunale permane il divieto assoluto di svolgere attività motoria all’aperto. Non si può praticare corsa, né uscire per passeggiare. I parchi e le aree verdi sono già chiusi dal 16 marzo e anche le alzaie dell’Adige e le piste ciclabili sono già state chiuse ai pedoni.DISTANZE. Si possono portare fuori i cani e gli animali da affezione per le loro necessità, ma per una distanza massima di 200 metri da casa. Inoltre i supermercati sono chiusi la domenica per effetto del provvedimento della Regione; possono rimanere aperte solo farmacie, parafarmacie ed edicole. Aperti solo i bar di autostrade e superstrade.SPOSTAMENTI TRA COMUNI. «Confrontandoci con il prefetto, il presidente della Provincia e altri sindaci», spiega Sboarina, «esaminiamo tutte le domande dei cittadini. L’obiettivo è colmare con precise indicazioni i dubbi emersi e i punti mancanti nell’ultimo decreto». Andare da genitori anziani residenti in altro Comune? «Resta possibile solo nei casi di effettiva necessità», dice Sboarina, «e solo se si tratta di soggetti non autosufficienti che richiedono una precisa assistenza. Per i genitori separati e la possibilità di effettuare la spesa in altro Comune rientrando dal lavoro, stiamo invece cercando di capire l’interpretazione del decreto». Con l’assessore al traffico Luca Zanotto Sboarina rileva anche il calo del 92% del traffico di ingresso in città nell’ultimo fine settimana rispetto al precedente.INCERTEZZA. Il sindaco ammette però che «è faticoso lavorare in una condizione di continua incertezza, con comunicazioni ufficiali tardive rispetto ai primi annunci delpresidente Conte sabato sera. La firma del nuovo decreto è arrivata quasi 24 ore dopo. Una lunga attesa che ha creato difficoltà ai sindaci e molti dubbi ai cittadini». Il giro di vite ora è al top.

 

 

 

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 24/03/2020

Note: Enrico Giardini - foto Marchiori