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IL CASO. Non si contano le segnalazioni di voragini e «crateri» nell´asfalto in centro e periferia.

In attesa che l´amministrazione spenda i tre milioni di euro promessi agli automobilisti non resta che fare attenzione soprattutto la sera.

 

Se è vero che nell´incidente mortale sulla Transpolesana c´entrano le buche, sarebbe il primo risvolto tragico di un´emergenza ormai insostenibile. Anche in città. Dove le strade assomigliano sempre più a un campo di battaglia, un´inquietante sequenza di buche e voragini. E i pericoli sono in agguato. Complice il maltempo, il sale sparso contro le gelate e forse qualche cantiere fatto al risparmio, i veronesi sono dunque ostaggio di un asfalto «groviera».
In attesa che l´amministrazione spenda i tre milioni di euro promessi per sistemare le vie più dissestate, ai cittadini non resta che alzare il piede dall´acceleratore e sperare di non finire, nonostante tutte le cautele, in uno dei tanti «crateri». Ma quando è sera, e soprattutto a bordo di bici e scooter, non è facile individuare quelle trappole disseminate ugualmente in centro e periferia.
Gli esempi non si contano più: si va da via Pr! eare a via Ederle, da lungadige Porta Vittoria a via Centro in Borgo Roma. Nelle strade lastricate a porfido ecco avallamenti e sanpietrini «volanti». Fioccano le segnalazioni alle circoscrizioni e al nostro giornale. È una di quelle emergenze che per ragioni di decoro e sicurezza non accettano dilazioni. «Si fa quel che si può», aveva detto l´assessore alle Strade Luigi Pisa, «possiamo avere il 15-20% delle risorse che servirebbero».G.COZ.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 2/04/2013

Note: CRONACA – Pagina 8