I reperti medievali ritrovati tra via Bertoni e vicolo San Domenico

CITTÀ ANTICA. Sorpresa durante l’intervento vicino a piazza Cittadella
Al lavoro gli archeologi, i reperti saranno rimossi per fare posto ad appartamenti di pregio e uffici

In principio era luogo di preghiera e silenzio. Poi ha lasciato il passo al rombo delle rosse auto del Cavallino e dopo ancora ai decibel sparati a tutto volume dalle casse. DISCO E STORIA. Sotto i piedi, mossi negli anni a tempo di disco music da migliaia di veronesi, durante le serate e i pomeriggi di festa sulla pista da ballo della storica discoteca Queen, sorgeva un grande edificio medievale, molto probabilmente proprio un vecchio convento.I lavori di demolizione dello storico stabile in centro, tra via Bertoni e vicolo San Domenico a pochi passi da piazza Cittadella, hanno infatti portato alla luce un’area medievale di circa 1.200 metri quadrati. In questo insediamento si distinguono dei muretti, come quello poco distante e ancora visibile sul vicolo, che fungevano da divisorio per alcuni orti e delle porzioni di una grande abitazione che, secondo le ricostruzioni storiche, doveva essere un convento o una casa di religiosi.LA SCOPERTA. I reperti sono venuti alla luce quando è stata pressoché ultimata la demolizione dell’edificio precedente e si è provveduto a sollevare la pavimentazione arrivando alla quota della strada precedente, quella medievale appunto. Si tratta di una profondità di 70 centimetri, un metro al massimo. «Abbiamo iniziato questa fasi dei lavori alla presenza degli archeologi. Ci aspettavamo di trovare qualcosa perché avevamo avuto già avvisaglie da alcuni sondaggi effettuati precedentemente», spiega Nicola Tosi, direttore dei lavori della ditta che sta realizzando l’intervento urbanistico; la Veco di San Giovanni Lupatoto (il proprietario dello stabile è invece un altoatesino di Bolzano, ndr). Ora sul sito è al lavoro quotidianamente una squadra di cinque e più archeologi. E lo scavo sta proseguendo in profondità per scendere fino al livello di possibili ritrovamenti di epoca romana. «Stiamo procedendo con lo scavo stratigrafico, a un metro e mezzo, due metri di profondità», relaziona Tosi. Per il momento, però, dai primi rilievi effettuati sono emersi parecchi frammenti di laterizio e dei cocci ma, pare, nulla di più rilevante. Dopo che sacro e profano hanno convissuto a lungo negli stessi spazi, pur con una discreta distanza temporale a separarli, ora l’area si prepara ancora una volta a cambiare destinazione d’uso. I reperti medievali hanno infatti già ottenuto il parere positivo della Soprintendenza e potranno essere smontati e rimossi. LAVORI AVANTI. «Non si tratta di reperti rilevanti e provvederemo a rimuoverli come indicatoci per poi riconsegnarli agli archeologi», conferma Tosi. E, una volta chiuso anche il capitolo sull’epoca romana ad oggi ancora allo studio, potranno iniziare i lavori di costruzione del nuovo e moderno edificio in cui verranno ricavati circa 25 appartamenti di pregio e altri spazi destinati al terziario, tra uffici e ambulatori.Il cantiere aveva aperto i battenti lo scorso giugno dopo un iter burocratico durato ben sette anni. Ora l’auspicio dell’impresa è che conclusa questa parentesi archeologica, già preventivata, si riesca a riprendere i lavori a pieno ritmo. E a scrivere un nuovo capitolo di storia per questo angolo di centro città in cui, nei secoli, si sono alternati religiosi, appassionati di motori fuoriserie, giovani in cerca di divertimento e giocatori in cerca del colpo grosso: lo stabile sopra l’antico convento ha ospitato infatti negli anni l’officina e rivendita Ferrari, poi la discoteca Queen e infine una sala bingo. Un bel po’ di storia, tutto sommato

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 6/02/2018

Note: Ilaria Noro