L'istituto professionale Fermi di piazzale Guardini

IL FUTURO. Il nuovo corso partirà il prossimo anno: dura un quinquennio. Ce ne sono solo altri 11
Nell’istituto di piazzale Guardini i ragazzi interessati all’economia verde studieranno come gestire le acque e risanare l’ambiente.
Da un po’ di tempo si sente ripetere che il lavoro del futuro sarà «green» e il mercato cercherà sempre più profili operanti nell’economia verde o nell’economia circolare, due paradigmi economici simili che hanno come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente e l’uso oculato delle risorse. Ecco allora che il mondo della scuola dà il suo contributo.A Verona è ai nastri di partenza il nuovo indirizzo quinquennale «Gestione delle acque e risanamento ambientale», al via a settembre 2020 all’istituto professionale Enrico Fermi di piazzale Guardini. Nel suo genere è un unicum, nato due anni fa e attivo solamente in altri 11 istituti in tutta Italia (due dei quali in Veneto, a Vicenza e Valdagno) aggregatisi in una rete dal nome inequivocabile: «Futuracqua».«In classe ci si occuperà delle nuove emergenze: inquinamento, riscaldamento globale e dissesto idrogeologico», spiega la professoressa Monica Dal Moro, collaboratrice del dirigente Rosario Blasco che è di stanza all’istituto tecnico Ferraris, a cui il Fermi è accorpato. Alcuni docenti arriveranno «in prestito» proprio da via Del Pontiere, per esempio gli ingegneri meccanici che insegneranno tecnologie delle risorse idriche, gestione delle reti e degli impianti civili e industriali. Una materia nuova, tutta da organizzare, sarà scienze integrate, che fonde elementi di scienze della terra, chimica e fisica.Il profilo lavorativo è molto attuale: tutela dell’ambiente con un occhio di riguardo alle risorse idriche, dall’approvvigionamento alla canalizzazione, dalla manutenzione delle sorgenti alla depurazione. Del resto mai come in questo momento si sente l’esigenza di rinnovare l’intero ciclo di gestione delle acque: le immagini di Venezia messa in ginocchio da un’acqua alta eccezionale e le cascate Vittoria, in Zambia, quasi prosciugate a causa della siccità alimentano la preoccupazione che i cambiamenti climatici stiano danneggiando non solo le popolazioni ma anche, irrimediabilmente, il patrimonio dell’umanità. I diplomati del Gara (l’acronimo dell’indirizzo) saranno competenti anche in materia di smaltimento dei rifiuti, «una questione di primario interesse per tantissime aziende che si stanno trovando impreparate», commenta il preside Blasco, sottolineando che rispetto alla storia e alla struttura del Fermi «questo percorso di studi calzava a pennello. La scuola si occupa da tempo di analisi di qualità e in particolare di qualità delle acque». «Anni fa ci fu un grosso lavoro di campionamento delle acque della Lessinia», conclude il dirigente, «e un progetto sui danni dell’acqua piovana causati ai monumenti».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 13/12/2019

Note: Laura Perina