Nicoletta Ferrari durante uno dei suoi giri di ricognizione per la città per mappare i luoghi accessibili

Per un incidente a 23 anni restò in sedia a rotelle Ha dedicato la sua vita al superamento di tutte le barriere, architettoniche e mentali, per i disabili.   (disMappa)

Aveva capito che a volte amministratori non comprendono per cuore o intelligenza, ma per semplice convenienza. Così, dopo essersi battuta per la lotta contro le barriere architettoniche che impediscono il diritto al movimento, alla vita, alla bellezza, aveva spiegato a sindaci ed assessori che una città accessibile, senza barriere, e non quella raccontata da L’Arena di ieri, può richiamare un flusso turistico tutt’altro che trascurabile. Nicoletta Ferrari, morta l’altra sera a 53 anni dopo una breve malattia, aveva inventato dismappa.it, una guida preziosa per persone con disabilità, con i luoghi accessibili a chi si sposta su una carrozzina, con itinerari turistici e servizi utili. La sua ricerca promuoveva la cultura dell’abbattimento delle barriere architettoniche e rendeva omaggio a Verona.Nulla era sfuggito alla sua lente: bar, musei, negozi, cinema, teatri, locali pubblici, servizi igienici, palestre, chiese, centri di aggregazione, tutti, uno per uno, corredati di schede di accessibilità per dare utili indicazioni. C’è anche la mappa google map. Una seconda parte del website riguarda gli eventi, le rassegne culturali, le manifestazioni, gli appuntamenti, i mercatini, gli spettacoli teatrali, la presentazione di libri, purchè in siti accessibili. Terza parte è il fotodiario, ossia la vita di tutti i giorni, scorci di centro storico, ritratti di veronesi e turisti.Lusinghiero il gradimento: il sito ha registrato due milioni di visitatori. Lei stessa ripeteva che sperava «di suscitare un contagio positivo per dimostrare che l’accessibilità non è solo un dovere civico delle amministrazioni ma anche e soprattutto un vantaggio per tutti, che può diventare attrattore di turismo e preziosa leva per aprirsi alla vita, mai chiudersi, comunque vada». Nicoletta era una grande esperta di siti internet. Dismappa.it era nato dopo la svolta della sua vita avvenuta il 7 gennaio 1989 durante un viaggio a Cuba, quando, poco più che ventenne, fu una delle persone coinvolte in un grave incidente causato da un frontale fra due pullman.«Era notte fonda, c’era la nebbia, ci furono addirittura delle vittime», raccontò, spiegando che non ottenne alcun risarcimento, «perché in quel Paese non c’erano trattati internazionali dal 1929». Anche i soccorsi lasciarono a desiderare e furono decisamente maldestri. «Mi tirarono fuori dal finestrino e poi venni portata in giro nei centri più vicini per cercare cura ed accoglienza». Un calvario.Dopo un lungo peregrinare arrivò all’ospedale di L’Avana, dove la operarono ma, disgraziatamente, si dimenticarono di fissare una delle due vertebre, ragion per cui, tornata in Italia, dovette sottoporsi ad un nuova operazione. Peccato perché le sue lesioni erano lombari, un trauma a volte recuperabile. «Per qualche tempo continuai anche a muovere una gamba. Riuscivo ad alzarmi con l’aiuto di un tutore ortopedico. Se fossi stata operata bene, avrei potuto recuperare la mia funzionalità. Ma in questi casi la certezza non esiste».All’epoca dell’incidente Nicoletta ha 23 anni. Non cede. Continua gli studi e si laurea in Storia e Filosofia a Bologna. Poi lavora per sette anni all’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, ramo amministrativo, ma capisce che non è la sua strada. Frequenta allora un corso di specializzazione in inglese a Londra e inizia a fare traduzioni e a collaborare con l’Università di Verona, dove poi viene assunta.«Nicoletta ha aperto varchi a tutte le persone in sedia a rotelle», dice Aldo Orlandi, presidente del Galm, «ed è un esempio da seguire per affrontare la vita con positività e reclamare con dignità i nostri diritti».I funerali verranno celebrati martedì 2 ottobre alle 14.15 nella chiesa di San Nicolò.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 29/09/2018

Note: Danilo Castellarin