La senatrice a vita Liliana Segre

PALAZZO MADAMA. La mozione che propone l’istituzione di una commissione è stata proposta dalla senatrice a vita
Segre, il voto sul razzismo divide i senatori veronesiD’Arienzo (Pd): «Centrodestra astenuto perché teme di perdere consensi?». Bertacco (FdI): «Noi contro la censura delle idee»
Il settimanale Famiglia Cristiana commenta la notizia con una citazione di Elie Wiesel: «Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza». Il fatto di cui si parla è la scelta dell’intero centrodestra – dalla Lega a Forza Italia, passando per Fratelli d’Italia – di astenersi, al Senato, sulla mozione che chiede di istituire una Commissione parlamentare «per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza». A proporla era stata la senatrice a vita Liliana Segre, tra i pochi testimoni viventi della Shoah. Deportata ad Auschwitz il 30 gennaio 1944 e liberata dall’Armata Rossa il primo maggio 1945, fu una dei 25 bambini sopravvissuti. Più dei 151 voti favorevoli, a far discutere sono quindi le 98 astensioni. «Speravo che su questo tema il Senato avrebbe trovato una sintonia generale», si era rammaricata la stessa proponente. «È possibile che su temi come il razzismo e l’antisemitismo ci sia qualcuno che non li ritiene il male assoluto?» esclama il senatore veronese del Pd Vincenzo D’Arienzo. Sull’esito del voto aveva espresso preoccupazione anche il segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin e di «scelta sbagliata e pericolosa» parla la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Critica con i colleghi di Palazzo Madama anche la deputata di Forza Italia Mara Carfagna: «Stiamo tradendo i nostri valori».«Alla senatrice Segre va tutto il nostro rispetto, la mozione era nata con le migliori intenzioni ma la sinistra ha strumentalizzato il tema per fini di bieca censura» si difende Stefano Bertacco, senatore di Fratelli d’Italia, uno dei 98 astenuti. «Sulla vicinanza alla Comunità ebraica e sulla condanna dell’antisemitismo parla la nostra storia», continua Bertacco. «Sono però schifato», esclama, «da chi ha strumentalizzato la Segre. Dentro la mozione e negli interventi c’era la volontà di condannare perfino concetti come sovranismo e nazionalismo». Nel centrodestra, però, qualcuno si è sfilato. «Sono i filogovernativi che vanno con Renzi…». A proposito di conti con la storia, che ne pensa della presenza di esponenti di Fratelli d’Italia alla «cena fascista», nell’anniversario della marcia su Roma, ad Acquasanta Terme, nelle Marche? «Una cena tra idioti, carnevalata anacronistica». D’arienzo, da parte sua, respinge le accuse di strumentalizzazione: «Una scusa goffa per nascondere la vergogna, la commissione avrà il compito di valutare i fenomeni di razzismo e stimolare il Parlamento sul da farsi, mi chiedo se il centrodestra ha paura di perdere i voti di chi ha nostalgia delle leggi razziali. Al termine del voto», fa sapere D’Arienzo, «ho salutato Liliana Segre, era turbata, spero accetti il mio invito di venire a Verona poiché la testimonianza sugli orrori del razzismo e dell’antisemitismo farebbe cambiare idea a molti e coprirebbe di ridicolo chi si è sottratto dalla lotta contro questo cancro». Quanto agli altri senatori veronesi, Massimo Ferro di Forza Italia non ha votato perché in congedo dall’aula, mentre si sono astenuti Paolo Tosato e Cristiano Zuliani, entrambi della Lega. «L’intenzione di Pd e renziani», afferma Tosato, «è istituire una commissione per colpire chi ha idee diverse dalle loro. Anche la Lega è contraria a ogni forma di razzismo, odio e violenza ma la libertà di pensiero va sempre difesa e preservata. La sinistra vuole imporre il pensiero unico, noi difendiamo la libertà». Concorda Zuliani: «Pur avendo manifestato massima solidarietà e stima alla senatrice Segre, la mozione di maggioranza potrebbe trasformarsi in una censura del pensiero di chi è contrario a questo tipo di immigrazione e che vorrebbe nel sistema welfare la precedenza agli italiani».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 2/11/2019

Note: Enrico Santi