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PROCESSO. La colorazione delle pietre preistoriche dovuta a molecole.

Il giudice: «Perché il fatto non sussiste». Alessandra Aspes era finita sotto processo con l’accusa di non aver utilizzato le giuste cautele nella conservazione.

 

Giulietta, Romeo e Selce i nomi delle molecole sconosciute fino al 2010 e responsabili della colorazione azzurrognola di 400 selci (280mila i reperti trasferiti nel 2007 da Castel San Pietro all’Arsenale). E per un paio di anni Giulietta, Romeo e Selce sono stati l’incubo dell’allora direttrice del Museo di Storia naturale, Alessandra Aspes, finita sotto processo con l’accusa di non aver adottato la necessaria diligenza nella conservazione di quella consistente parte di patrimonio preistorico. Che, seppur in misura ridottissima, assunse varie gradazioni di blu. E in ragione di ciò alla direttrice ora in pensione era stato contestato di aver causato un danno.Un incubo terminato ieri a metà pomeriggio, quando il giudice Raffaele Ferraro, ha assolto Alessandra Aspes con la formula più ampia: «Perché il fatto non sussiste». Una pronuncia nel merito che conferma la totale estraneità a quell’inspiegabile fenomeno che riguarda anche alle contrav! venzioni – le violazioni di obblighi di conservazione – già ampiamente prescritte.«Premetto fin da ora che ci opponiamo alla prescrizione», ha iniziato così l’arringa il difensore della studiosa, l’avvocato Marina Iacobazzi, «meritiamo l’assoluzione perché anche se il pm (la dottoressa Beatrice Zanotti, ndr) predilige la consulenza del professor Artioli, vorrei ribadire che tutti gli altri esperti arrivano a confermare la stessa cosa: che si trattò di un evento non prevedibile. Non è stata compresa la causa ma l’interazione tra le nuove molecole e le selci non è legata ai tappetini di gomma, all’aerazione del luogo in cui vennero riposte e ai sacchetti».Si trattava di «reperti catalogati, ben custoditi e lasciati nelle medesime condizioni in cui si trovavano a Castel San Pietro». Forse anche migliori poichè erano sistemati in cassettiere. «Nessuno sa spiegarsi il motivo e non si può addebitare alla dottoressa Aspes ciò che non era prevedibile», ha concluso ! chiedendo l’assoluzione. La medesima richiesta l’aveva avanzat! a il pm pur asserendo che il danno ci fu e che la circostanza che le selci possono tornare alla normalità usando l’acetone o utilizzando i raggi x «dimostra che seppur sotto un profilo colposo ci fu danno, tant’è che è necessario interagire per poter far tornare i reperti alla normalità». Ha però chiesto l’assoluzione per «difetto dell’elemento soggettivo, cioè la volontà di danneggiare». Assolta. Da ieri Romeo, Giulietta e Selce non sono più i nomi di un incubo.oF.M.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 26/09/2015

Note: CRONACA – Pagina 17