I REPERTI DANNEGGIATI. Nei prossimi giorni atteso l’esito delle analisi

La rivista scientifica in internet punta su Verona L’esperto: «Contaminazione senza precedenti»

Selci diventate blu, dopo Nature parte all’attacco anche la rivista on-line Science. Che dedica un articolo in cui riassume la vicenda dei reperti del Museo di Storia naturale, ma di proprietà della Soprintendenza, danneggiati dopo essere stati trasferiti da Castel San Pietro all’ex Arsenale. Nell’articolo, firmato da Ann Gibbons, si scrive, come ha riportato nei giorni scorsi L’Arena, che «gli scienziati hanno scoperto una nuova molecola organica che potrebbe essere il misterioso colpevole che trasforma le pietre antiche in colore blu».

Si cita quindi la posizione di Gilberto Artioli, mineralogista, docente al Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova che ha esaminato i reperti e identificato la nuova molecola organica che reagisce con i minerali c! ontenuti nella pietra, trasformandola in blu.

Artioli è uno degli studiosi dell’Università di Padova, insieme al chimico Andrea Tapparo, incaricati di svolgere le indagini scientifiche sui reperti, insieme a esperti dell’Università di Firenze, dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, in accordo con il Comune di Verona (proprietario del Museo) e con lo Spisal, il Servizio dell’Ulss 20 che indaga sulla salubrità dei luoghi di lavoro, che ha già convocato alcuni dipendenti del Museo. Questo gruppo di lavoro dovrebbe fornire nei prossimi giorni i risultati delle analisi.

Science ricorda poi che la Soprintendenza, su input di Artioli, ha installato sensori chimici nei locali dell’Arsenale, dove sono conservate le selci e altri reperti e collezione, per verificare la presenza di idrocarburi nell’aria. La rivista scientifica on line fa riferimento anche a una notizia — riportata come indiscrezione! anche dal nostro giornale — secondo cui la presenza di u! na cisterna di carburante sotto l’ex Arsenale, non lontana dal luogo in cui conservati i reperti, potrebbe essere la fonte di inquinamento dei materiali.

Si ricorda inoltre che 42 studiosi di nove Paesi hanno sottoscritto una lettera al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi in cui chiedono di spostare la collezione in un altro posto e di creare un comitato scientifico internazionale per capire le cause del danneggiamento. Il testo riporta infine la dichiarazione di uno dei 42 studiosi, Lorenzo Rook, secondo cui «la grave contaminazione non ha precedenti nella storia e causa un’irreversibile alterazione al materiale archeologico, con enorme perdita di informazioni scientifiche».E.G.

 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 24/07/2010

Note: CRONACA Pagina 19