La svolta del Comune

«Risiko» dei musei: si rimescolano ancora una volte le carte. Si allontana sempre di più il progetto di collocare quello di Storia naturale – collezioni di proprietà del Comune – a Castel San Pietro, della Fondazione Cariverona che lo ha ristrutturato. E si fa sempre più largo invece l’idea di insediare nel palazzo asburgico un museo della città, tutto da inventare, con reperti preistorici e archeologici e con un excursus su Verona nel luogo, il colle di San Pietro, su cui ebbe origine. E a dare ulteriore impulso a questa nuova ipotesi è l’assessore alla cultura e al turismo Francesca Briani: «Sono favorevole al progetto di un museo della città a Castel San Pietro». Una sintetica presa di posizione che però, partendo dall’assessore responsabile tra l’altro a del settore dei musei cittadini, la dice lunga su come stia prendendo corpo una nuova soluzione per Castel San Pietro. Anche perché è già emerso, in Comune, come il solo trasloco del museo di Storia naturale, da Palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria, a Castel San Pietro, costerebbe sei milioni, che dovrebbe pagare il Comune. Lo stesso presidente della Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco ha lasciato intendere che la soluzione che si sta prospettando (e a questo punto sembra proprio un museo della città) è molto migliore di quella ipotizzata sinora, per Castel San Pietro, cioè il museo di Storia naturale. Il quale, peraltro, da quanto si coglie sempre di più nei corridoi del municipio e negli ambienti culturali cittadini, non sembra proprio destinato nemmeno all’Arsenale, di cui si stanno discutendo le future funzioni. E la telenovela sui musei continua.E.G.

gently

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Tratto da: L'Arena giornale di Verona

Data: 9/11/2017

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 15