In via Adigetto ci sarà anche l'ufficio per il biotestamento

ANAGRAFE E FINE VITA. Da lunedì in via Adigetto sarà possibile depositare le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) secondo la legge già in vigore dal 31 dicembre
Dichiarazione di proprio pugno o documento autenticato Intanto una decina di veronesi hanno già chiesto informazioni
Laura Perina
C’è il via libera dell’amministrazione allo sportello comunale ad hoc dove depositare il proprio testamento biologico. Sarà attivo a partire da lunedì 26 febbraio, all’interno dell’ufficio Stato civile dell’anagrafe, in via Adigetto 10. Con tanto di personale e numero telefonico dedicati. L’annuncio arriva da Palazzo Barbieri nel giorno in cui si apprende del primo caso, a Verona, di applicazione della legge sul biotestamento.La norma che regola il fine vita era stata licenziata dal Parlamento lo scorso 15 dicembre ed è entrata in vigore il 31 gennaio. Già a partire dal giorno successivo lo Stato civile era attrezzato, e lo è tuttora, a ricevere e protocollare le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) che permettono a ciascun cittadino italiano maggiorenne di dare precise indicazioni sulle terapie a cui sottoporsi in caso di perdita di coscienza, quando in precedenza erano i medici e i parenti a decidere. E finora sono state una decina circa le persone che hanno chiesto informazioni su come consegnare il biotestamento.Ora, com’è previsto dalla legge, il Comune si deve dotare di uno sportello specifico dove un incaricato avrà il compito di raccogliere e conservare le Dat, annotandole in un annuario cronologico e fornendo all’utente una ricevuta. Dalla prossima settimana, chi è interessato potrà presentarsi in via Adigetto con un documento d’identità valido e con le disposizioni redatte attraverso un atto pubblico, un documento privato autenticato dal notaio o una scrittura semplice (di proprio pugno: in questo caso il valore di legge è lo stesso della copia autenticata). Ma a breve, fa sapere l’anagrafe, sul portale web del Comune verranno pubblicati moduli prestampati da utilizzare per le proprie Dat.Nel documento è possibile nominare un fiduciario maggiorenne, che dovrà sottoscrivere la dichiarazione a riprova dell’accettazione della nomina e presentarsi, a propria volta, con un documento d’identità. E siccome l’ente locale ha attivato lo sportello Argento per l’erogazione a domicilio dei servizi dell’anagrafe, le persone costrette a letto o ultra settantenni che vogliano depositare le Dat verranno raggiunte a casa da un funzionario dello Stato civile. Non è previsto che lo sportello rilasci una copia autenticata delle disposizioni poiché per gli enti locali non c’è l’obbligo di attivare l’apposito registro dei testamenti biologici; tant’è che in Italia lo hanno già introdotto solo 187 Comuni su oltre 8mila e per buona parte si tratta di quelli che si erano già mossi prima della riforma. E come anticipato dal nostro giornale, a Verona il registro sarà oggetto di una successiva riflessione da parte del sindaco Federico Sboarina. Anche perché non ci sono vincoli di legge sui tempi e su alcune questioni tecnico-giuridiche i Comuni stanno attendendo indicazioni precise dal ministro dell’Interno.Nel frattempo l’amministrazione comunale, dicono da Palazzo Barbieri, è disponibile a creare le condizioni per dare la massima diffusione del servizio anche attraverso una convenzione con i notai, per agevolare i cittadini che volessero autenticare il proprio testamento biologico.

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 20/02/2018