Lettera al direttore

DOMUS MERCATORUM
Giorgio Scolari

Sulla questione della statua di Dall’Oca Bianca la città si sta dividendo in due fronti.
Ne è testimonianza la lettera del signor Franco Chiavegato che, a favore, trova assurda la spiegazione dell’assessore Toffali che invoca il rispetto di un luogo di rilievo storico, mentre il signor Daniele Bressan auspica una riqualificazione del sito architettonico.
Proviamo a fare un lodo arbitrale, procedura da sempre in voga quando un giudice deve decidere.
Primo punto: che questa città debba rivedere l’uso dei suoi siti architettonici come la Bra, piazza Erbe, piazza dei Signori è indubbio. Non è più tollerabile che in una città gioiello, come questa, protetta dall’Unesco si consenta a sagre, stand, casette di legno, tendopoli di deturpare il tutto con Vezzena o Porchetta.
Secondo punto: piazza Erbe va riportata a quello che è sempre stata, revocando licenze concesse al di fuori di articoli inerenti all’ortofrutta. Terzo punto: questa città annovera fra i suoi illustri concittadini tre figure come Angelo Dall’Oca Bianca, Berto Barbarani e Emilio Salgari (pittura, poesia e romanzi), tre splendidi ambiti della cultura e tre belle statue che Verona attraverso bravi scultori ha confezionato a perenne memoria.

Ebbene, e qui secondo me scatta la decisione del lodo arbitrale, vanno allocate in un luogo deputato.
Soluzione: Verona deve adibire il piano alto della Domus Mercatorum ad esposizione perenne dei lavori di ciascuno dei suoi tre illustri concittadini dove oltre alle singole opere il visitatore avrà modo di godere della vista delle tre statue!La città possiede il manufatto adatto sia per la sua storia, sia per la felice ubicazione. Creiamo un luogo dedicato alla cultura veronese come primo segnale di un ripensamento generale della vocazione di questa città che per dimensioni, per storia, per usi e tradizioni non ha nulla a che spartire con la civiltà consumistica dell’usa e getta, del cibo da strada, del B&B abusivo, delle sagre caserecce, delle continue manifestazioni podistiche nelle sue vie, e riportiamola a quello che è sempre stata: una città di cultura a misura d’uomo che sa come difendersi dalla commercializzazione esasperata!

VERONA

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 20/02/2018