Personale medico al lavoro in un reparto di terapia intensiva. Molte equipe in tutto il mondo sono impegnate nello studio del virus che sta mietendo migliaia di vittime

LA FONDAZIONE. Il coordinatore è l’immunologo Bronte. «Vogliamo raccogliere il maggior numero di dati possibile»
Il progetto si chiama «Conoscerlo per sconfiggerlo» ed è promosso da Università e Azienda ospedaliera Mazzucco: «Azione per contrastare l’emergenza».
Verona scende in campo per la ricerca contro il Coronavirus. «Conoscerlo per sconfiggerlo, alleanza contro Covid-19»: si chiama così il progetto di biomedica che Fondazione Cariverona finanzia con due milioni di euro, a cui si aggiunge un ulteriore contributo del valore di 250mila euro da parte di Fondazione Tim. Partner scientifico è l’università di Verona, in collaborazione con l’Azienda ospedaliera universitaria integrata. Ai ricercatori e medici di casa nostra il compito di svelare la patogenesi della malattia, ossia i meccanismi con cui il virus agisce: la modalità in cui si diffonde e le molecole dell’organismo umano che attacca, ma anche la tipologia e la modulazione delle risposte immunitarie, per arrivare a diagnosi precoci e all’identificazione di terapie che evitino le complicanze più gravi della patologia. Lo studio investigativo coinvolge diversi settori dell’area medica dell’ateneo, dall’immunologia all’epidemiologia, dalla virologia alla clinica. Il coordinatore del gruppo di ricerca è l’immunologo Vincenzo Bronte, nel ruolo di ricercatore principale e responsabile della linea immunologica. «L’obiettivo», spiega l’esperto, «è riuscire a raccogliere il maggior quantitativo di dati possibile. Fra cui le caratteristiche genetiche della popolazione in esame, che potrebbero spiegare la suscettibilità all’infezione, e il profilo immunologico di soggetti asintomatici, sia con sintomi lievi che con patologie più serie». Informazioni verranno ricavate dall’analisi dei tamponi, sangue e in alcuni casi di campioni prelevati vicino ai polmoni. «Saremo allineati all’andamento dell’epidemia e, sperando che finisca il più presto possibile, continueremo a lavorare sui dati anche nei prossimi mesi, per metterli a disposizione appena possibile della comunità scientifica nazionale e internazionale attraverso pubblicazioni».Il team dei responsabili delle altre linee di ricerca è composto da Evelina Tacconelli (per l’epidemiologia clinica), Davide Gibellini (per la virologia) e Domenico Girelli (per l’area clinica e fattori prognostico-predittivi). In più collaboratori specialistici sono Claudio Lunardi, Ercole Concia, Marco Chilosi, Venerino Poletti, Claudio Doglioni e Massimo Valsecchi. Il coordinamento amministrativo è affidato a Giovanni Pizzolo. Collaboratori internazionali sono alcuni scienziati del Weizmann Institute of Science, in Israele. «Il progetto», dichiara il presidente di Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco, «vuole intraprendere una specifica azione di contrasto all’emergenza epidemica in corso, basandosi su una lunga esperienza storica. Ogni crisi epidemica è stata di per sé occasione di sviluppo delle conoscenze scientifiche, spesso già utili a superare le emergenze e soprattutto decisive nel prevenirne di nuove. Ogni Fondazione di origine bancaria è chiamata a svolgere la sua attività istituzionale in un frangente eccezionale rispondendo a ogni nuova domanda posta dai suoi territori, ma mobilitando nel contempo tutte le risorse che un territorio può mettere in gioco in una grande sfida per il Paese».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 21/03/2020

Note: L.Per.