Auto sott'acqua a Parona

UN DILUVIO MAI VISTO. Danni ingenti a beni e immobili. Per fortuna a una prima stima non ci sarebbero persone ferite

Parona e la Valpolicella tra le zone più colpite: un fiume invade negozi e scantinati. A Ponte Crencano esonda il torrente. Decine di auto semisommerse.
La potenza irrefrenabile dell’acqua, che ingrossa i fiumi, li fa straripare, allaga negozi, cantine, paralizza le strade. Già in passato il territorio veronese era stato colpito da drammatiche alluvioni, ma mai, almeno in tempi recenti, così estese come quella che si è scatenata ieri pomeriggio, dalla Valpolicella all’Est Veronese, passando per la città. Fortunatamente, stando a un primo bilancio, senza feriti.IL SINDACO. «Si è trattato di evento meteorologico straordinario», dice il sindaco Federico Sboarina, «con intervento immediato dei soccorsi. Già dal pomeriggio abbiamo organizzato gli interventi, in coordinamento con il comandante della Polizia municipale. Luigi Altamura. L’assessore alla Sicurezza Daniele Polato ha preso in carico la situazione nella zona Est, io quella ad Ovest. Fortunatamente non si registrano, secondo un primo bilancio, persone ferite. Domani (oggi per chi legge, ndr) capiremo meglio l’accaduto, intanto continuiamo gli sforzi, con l’ovvio ringraziamento a chi sta operando e a chi è stato colpito». LUNGADIGE ATTIRAGLIO. È nella tarda serata di ieri la situazione più difficile. Due famiglie non possono rientrare in casa, per l’allagamento causato dallo straripamento del progno di Avesa, invaso da una quantità d’acqua assai oltre la sua portata. Sono stati allertati dal Comune i Servizi sociali per garantire alloggio e assistenza. Allagamenti si sono verificati anche in piazza Isolo, nel cuore della città, e a Montorio, con strade invase dall’acqua. In via Marsala si è verificato un crollo su una strada sterrata laterale: fango e sassi hanno sepolto e danneggiato alcune auto parcheggiate lungo la via.PARONA. Tra i quartieri più colpiti c’è Parona, dove un fiume d’acqua è sceso da via del Monastero, subito dopo la galleria, trascinando con sé sassi di 15-20 centimetri di diametro, rami di alberi, detriti, fango, fino in centro al rione. In pochissimo tempo i tombini sono stati ostruiti e il livello dell’acqua è salito fino quasi all’altezza delle portiere delle auto parcheggiate in strada.«Ero in laboratorio, quando mi sono accorta di ciò che stava accadendo», racconta Giulia Magi, dipendente di La Parona del gelato. «Abbiamo messo a terra degli stracci per fare da barriera all’acqua, ma non è servito. Era un fiume in piena, con tanto di onde sollevate dalle auto che passavano, che andavano a sbattere sulla vetrata». Uguale sorte l’hanno vissuta tutti i commercianti tra lungadige Attiraglio e via Valpolicella. Già durante il temporale, si erano armati di stivali di plastica e scopa per cercare di tenere liberi i tombini dagli arbusti e dai detriti che la pioggia stava trascinando a valle e per evitare che l’acqua entrasse ancora di più all’interno dei negozi. «Non è la prima volta che succede», racconta Rosi. «Ormai so quali sono i tombini che funzionano e quali invece si intasano, così sono subito intervenuta». Fango ovunque anche nella vicina officina di biciclette. «Come stavolta non era mai successo», racconta il proprietario. Avanti indietro, i mezzi anfibi dei Vigili del fuoco, la Polizia municipale e di Stato, i carabinieri, impegnati a garantire la sicurezza e a gestire la viabilità. Per evitare ingorghi e consentire anche l’intervento delle forze dell’ordine, la strada per Arbizzano è stata chiusa.PONTE CRENCANO. Esonda il torrente, lungadige Attiraglio allagato: case e auto sotto di oltre un metro. È l’epilogo del forte temporale di ieri nel quartiere di Ponte Crencano, vicino all’entrata del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento. Rabbia e poca voglia di parlare, anche rassegnazione e incredulità. Tra le auto sommerse da acqua e fango, anche una noleggiata da una coppia di turisti argentini. È stata la prima ad essere estratta da quel lago improvviso grazie ad alcuni cittadini, che l’hanno spinta sino alla carreggiata superiore. Tiziano Recchia, 73 anni, dice di «non aver mai assistito a un fatto del genere». Il «progno» ha scaricato sull’ultima curva di via Monte Baldo e l’acqua si è riversata sul rione, allagandolo. I segni erano visibili sul lungadige, invaso da alberi e fango. Roberta Sciumbata, 30 anni e residente in una delle case allagate, indica la sua auto: una Lancia Y. Si vede il tetto e poco di più.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 2/09/2018

Note: MANUELA TREVISANI MARCO CERPELLONI