Fra di essi, Sebastiano Tusa, l’assessore regionale ai Beni Culturali particolarmente legato all’isola di Ustica,l’archeologo che vinse il Nobel del mare.

Dal 17 giugno scorso annoverava con grande piacere, tra i suoi innumerevoli impegni, la presidenza dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee fondata da Lucio Messina.

Fra le sue scoperte ce n’è una che rubò la scena al Vinitaly di Verona del 2000.

Lì Tusa espose per la prima volta una bottiglia antichissima, forse risalente a duemila anni fa, ritrovata nel relitto di una nave nelle acque di Favignana e che conteneva ancora intatto o quasi il vino dell’epoca. Era, si disse in quei giorni, il vino più antico del mondo arrivato fino a noi. E a presentarlo al mondo c’era proprio Tusa, che tirò fuori anche uno stile affascinante rivelando di aver potuto ricostruire attraverso i ritrovamenti frutto delle sue immersioni che quel vino proveniva proprio dalla stanza privata del comandante di una delle navi più antiche di cui si abbia notizia.

Note: la redazione