IL CASO. Mercoledì prossimo, su iniziativa di Pasetto di Area Liberal
Parteciperà anche l’ex sindaco Michela Sironi: «La Curia venda altre proprietà, non villa Francescatti»

Al fronte liberale e radicale di Verona le spiegazioni fornite dalla Curia non bastano. Ha fatto della battaglia dell’ostello la propria battaglia. Viene quindi confermato, per mercoledì 26 luglio, a partire dalle 11, il sit-in a San Giovanni in Valle, davanti a villa Francescatti: la dimora cinquecentesca che la diocesi, sua proprietaria, intenderebbe vendere, ponendo fine alla quarantennale attività di accoglienza dei giovani viaggiatori.L’animatore della protesta è il radicale Giorgio Pasetto di Area Liberal e Verona Si Muove, ex consigliere comunale di area tosiana. È stato lui a lanciare anche una petizione online, sul sito Avaaz.org, dal significativo titolo: «Vescovo Zenti, molla l’ostello di Verona». Petizione che, ad oggi, ha raccolto un’ottantina di firme.Ma c’è di più. Per la causa dell’ostello ora si muove anche Michela Sironi: «Sì, perché condivido la contrarietà alla vendita di villa Francescatti», afferma l’ex sindaco di Verona (dal 1994 al 2002). «L’ostello è molto bello e tenuto ottimamente. Un orgoglio per la città. L’intenzione della diocesi di monetizzare proprio attraverso quella struttura, quando tante altre ne avrebbe da vendere, contrasta con i frequenti appelli del vescovo Zenti sulla cura dei giovani».«È così bello che i ragazzi possano avere la possibilità di soggiornare in città a basso costo. E se si trovano bene, faranno pubblicità a Verona. Porre fine a questa esperienza sarebbe un grande peccato sotto diversi punti di vista», è il parere di Sironi.Pasetto aggiunge: «Una città come la nostra, coinvolta in un sistema di vaste relazioni internazionali, non può essere privata di un ostello per la gioventù. Da decenni a villa Francescatti si è assicurato un letto ai turisti di passaggio, soprattutto a persone giovani senza grandi disponibilità economiche. La diocesi, proprietaria dell’immobile, ha da tempo manifestato la volontà di vendere, interrompendo questa attività».«Nessuno, al momento, si è speso per evitare che l’ostello sia costretto a chiudere e traslocare», continua Pasetto, con una stoccata neanche troppo velata verso la nuova amministrazione comunale. «È per questo che chiamo in causa i cittadini, considerando che il vescovo Zenti non ci ha presi in considerazione. Villa Francescatti deve mantenere la medesima destinazione d’uso che ha avuto per tutti questi anni, contribuendo a rendere colle San Pietro una delle zone più di tendenza per i giovani».All’indomani dell’elezione, il sindaco Federico Sboarina aveva preso tempo: «Durante la campagna elettorale sono andato in visita all’ostello di villa Francescatti, è vero», aveva spiegato, «ma non conosco sufficientemente la vicenda per prendere posizione né, al momento, proporre eventuali soluzioni».

 

Lorenza Costantino

Tratto da: arena-cronaca - pag.16

Data: 21/07/2017

Note: Lorenza Costantino