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Affreschi, mosaici e anfore: riapre la Villa Romana

Da domani a sabato 4 luglio sarà possibile visitare la domus venuta alla luce durante gli scavi di un condominio in Valdonega.

Tra affreschi, mosaici, colonne ed anfore riapre la Villa Romana di Valdonega. Da domani a sabato 4 luglio, dalle 15.30 alle 19.30, è possibile visitare la domus del primo secolo dopo Cristo venuta alla luce nel 1975 a seguito di uno scavo per erigere un condominio. La decisione della Soprintendenza giunge dopo il vertice a Palazzo Barbieri per risolvere il problema della chiusura per un restauro mai cominciato. Al tavolo di lavoro promosso dal vice sindaco Stefano Casali hanno partecipato la Soprintendente Simonetta Bonomi, la responsabile territoriale Brunella Bruno, il presidente della commissione Cultura del Comune Rosario Russo, il dirigente dell’edilizia monumentale Sergio Menon e i referenti del Gruppo volontari per i beni ambientali del Centro Turistico Giovanile che tengono aperti gli scavi archeologici. Ma, non sarà solo un’apertura temporanea: infatti, c’è la volontà di avviare un progetto univoco e complessivo con investimenti adeguati all’importanza del sito archeologico. Casali ha annunciato che per la domus extraurbana di via Zoppi «si avvierà una grande ristrutturazione e il sito archeologico apparirà simile a quello creato per l’Ara Pacis a Roma» e per questa moderna e qualificata struttura con biglietteria «saranno chiamate ad esprimersi le migliori “matite”». Intanto, con il prossimo autunno sarà avviato il cantiere per la manutenzione straordinaria del solaio di copertura dei resti. Lavori che si protrarranno per 3 mesi e resesi necessari per le infiltrazioni d’acqua. Nel frattempo, soddisfazione per la riapertura della domus, che per i suoi ambienti ricorda la villa pompeiana dei Misteri, è espressa dal presidente del Gruppo volontari Silvano Mazzi. «L’autorizzazione all’apertura», dice, «è sino al primo sabato di luglio. Ma, vorremmo tenere aperta la Villa Romana sino all’inizio dei lavori. Durante l’apertura saremo a disposizione per visite guidate. Se la richiesta di visita è per gruppi, con la prenotazione è possibile aprire il sito archeologico anche in altri giorni della settimana concordando l’orario nella nostra sede in via Santa Maria in Chiavica, 7, oppure chiamando al numero 045.8004592 o inviando una mail all’indirizzo info@ctgverona.it». «Con la villa», prosegue, «vorremmo valorizzare pure le molte anfore conservate nell’antica intercapedine, di cui una ancora chiusa. Chiediamo un aiuto anche per il giardino e, in particolare, per potare gli alberi».
La parte visitabile della Villa si estende per una decina di metri, ma altre sale quasi certamente sono ancora conservate sotto il vicino prato. Ad oggi, sono venuti alla luce tre ambienti affacciati su un portico a «L» che forse si apriva su un giardino. Notevole è pure la varietà di animali e piante rappresentati su affreschi e mosaici. Tra le figure conservate una raffigura una gabbietta per uccellini, simile a quella ritrovata nell’affresco della villa di Livia sulla via Flaminia, a Roma..

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - 25

Data: 22/05/2015

Note: M.CERP