image

Dopo il mese di esposizione con ingresso al museo al costo simbolico di un euro, perchè la città potesse festeggiare il ritorno dei capolavori trafugati dopo il lungo e travagliato periodo di assenza, questo è il momento del restauro.

Dieci dei 17 quadri trafugati da Castelvecchio il 19 novembre 2015 e rientrati a Verona da Kiev il 21 dicembre scorso, non sono in questo momento visibili al pubblico: torneranno appena sistemati.Come era stato annunciato al momento del rientro, i capolavori restituiti dopo tante traversie hanno bisogno di venire restaurati e così in questo periodo (sono rimasti esposti per un mese, fino al 22 gennaio) si trovano in parte alla Soprintendenza e in parte da restauratori privati che si sono offerti di dare il loro contributo.Anche ieri, ai visitatori che hanno fatto tappa a Castelvecchio (ricordiamo il boom di ingressi seguito al rientro delle opere) i custodi spiegavano che la maggior parte dei capolavori in questo momento è in restauro. Tra le opere trafugate ricordiamo capolavori come La Madonna della Quaglia, attribuita a Pisanello; San Girolamo penitente di Jacopo Bellini; il giovane monaco benedettino di Giovanni Francesco Caroto; la Sacra Famiglia di Andrea Mantegna; la celebre tavola sempre di Giovanni Francesco Caroto Ritratto di giovane con disegno; la Madonna allattante di Jacopo Robusti detto Tintoretto; di Domenico Tintoretto invece il ritratto di Ufficiale veneziano.A.G.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 27/02/2017

Note: CRONACA - pag. 11