GIUNGLA D’ASFALTO. Per leggere alcuni cartelli bisogna fermarsi e certi limiti di velocità sono difficili da rispettare
Stalli blu a ridosso delle strisce, posti auto che restringono le vie, zebre stinte e pure le isole pedonali possono rappresentare un pericolo.
Troppo spesso gli stalli auto sono stati disegnati a ridosso delle strisce pedonali: limitano la visibilità di chi guida e mettono a grave rischio l’incolumità dei pedoni
Le strade sono piene di insidie per automobilisti, centauri, ciclisti e pedoni. I pericoli sono ovunque e spesso arrivano anche da dove non te lo aspetti: dalla segnaletica.ISOLE PEDONALI. Le isole pedonali sono una sicurezza per i pedoni ma possono essere una trappola terribile per i motociclisti, soprattutto quando la segnaletica a terra che le indica è scolorita. Di recente, in via Mameli, una persona è morta schiantandosi sul paletto verticale. E sono proprio questi pali di ferro con la freccia che indica il passaggio obbligato a rappresentare un grave pericolo: lo dimostra il fatto che sono tutti mezzi divelti, storti, piegati, segno che i mezzi ci sbattono addosso di continuo. Temibilissimi per chi viaggia in sella anche perché, e questo è forse stato sottovalutato, quando c’è una svolta, come tra via Nievo e Breccia San Giorgio, i segnali possono anche “coprire” il mezzo a due ruote. E, infatti, in quell’incrocio gli incidenti auto-moto sono stati parecchi negli ultimi anni.STALLI E STRISCE. Ci sono sempre più auto. Che devono anche parcheggiare. E per fare spazio (ma anche cassa) le strade sono state tappezzate di stalli blu. Ma in alcune situazioni forse si è un po’ esagerato perché i posti macchina sono stati predisposti fino a ridosso delle strisce pedonali e degli incroci. Nel primo caso mettono in pericolo i pedoni che devono attraversare perché gli automobilisti rischiano di non vederli. Nel secondo tolgono una buona visuale a chi si deve immettere. Ma non solo, in talune situazioni chi è in transito deve fermarsi perché, come alla fine di via Rubele, i mezzi parcheggiati su entrambi i lati non permettono di passare contemporaneamente nei due sensi di marcia. Così come dopo l’incrocio di via Pontida dove le auto, disposte su due fila, e che vanno verso porta San Zeno, devono subito rimettersi su una unica fila perché hanno giusto piazzato degli stalli blu a intralciare il passaggio.STRISCE SBIADITE. In molte parti della città le strisce pedonali sono sbiadite, praticamente invisibili. Gli automobilisti fanno davvero fatica a capire che c’è un attraversamento e per questo, spesso, se ne accorgono quando è troppo tardi e non danno precedenza ai pedoni.STRISCE GIALLE. Le strisce gialle pedonali invece sono un mistero. Sono la novità degli ultimi anni e sono predisposte da chi occupa una parte del marciapiede con dei lavori. Servono ai pedoni per attraversare la strada e proseguire dall’altra parte. Dovrebbero essere provvisorie e durare solo fino a fine lavori. Ma poiché sono verniciate a terra, invece rimangono. Ma sono considerate strisce a tutti gli effetti oppure no? Cioè, le auto sono obbligate a fermarsi? In caso di investimento, chi ha ragione?LIMITI DI VELOCITÀ. Discorso delicato: la maggior parte degli incidenti avviene per eccesso di velocità o uso di cellulare alla guida. Per cui la prudenza non è mai troppa quando si è al volante e sono tanti, troppi, quelli che in città sfrecciano in macchina ben oltre i limiti mettendo a rischio la propria e l’altrui incolumità. Ci sono dei casi paradossali, però, in cui rispettare i limiti può addirittura risultare pericoloso. Come in via Monte Ortigara, nel tratto verso Avesa: il limite è dei 40 ma rispettarlo crea ansia perché le auto che sopraggiungono si incollano al sedere e poi sorpassano. Così in viale Venezia, ai 60 all’ora si rischia di fare da tappo. DIVIETO DI SOSTA? In alcune strade c’è il divieto di sosta 24 ore su 24. Ma il cartello è totalmente ignorato e si parcheggia regolarmente per consuetudine. Nonostante le auto posteggiate intralcino il traffico come all’inizio di via Pancaldo perché la carreggiata si restringe. Così in via Mameli, oppure in via Monte Ortigara. Auto sempre in sosta. Poi c’è il discorso del centro storico nei fine settimana, ma qui si parla della maleducazione degli automobilisti. Da piazza Erbe, a Lungadige San Giorgio, da via San Zeno in Oratorio (Castelvecchio) a via Interrato d’Acqua Morta (altezza bar Bastian Contrario), tutti in divieto e parcheggio selvaggio sui marciapiedi. INDICAZIONI IMPOSSIBILI. Esiste poi un tipo di segnaletica che dovrebbe, nelle intenzioni, dare informazioni agli automobilisti ma che nella realtà, nei fatti, si rivela inutilizzabile. Per vedere e capire cosa c’è scritto bisognerebbe infatti fermarsi e scendere dalla macchina. Ed è pericoloso. Sono cartelli pieni di dati e con scritte

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 8

Data: 2/09/2019

Note: MARZIO PERBELLINI