VIABILITÀ PROBLEMATICA. Sempre emergenza nel quartiere e le proposte non trovano seguito.
Il malcostume dilaga, con auto parcheggiate sulle strisce pedonali, nelle isole spartitraffico e persino sotto la galleria di piazza Cadorna
Borgo Trento, la viabilità resta il nodo da sciogliere e sono ferme da febbraio le proposte lanciate in circoscrizione. I residenti, intanto, dicono basta alla «sosta selvaggia» ed è stato ribadito più volte dal parlamentino che governa il quartiere con Parona, Avesa, Quinzano, Ponte Crencano, Pindemonte e Valdonega. Tra le proposte c’è anche quella di rivedere l’orario del ticket per la sosta nelle strade comprese tra piazza Vittorio Veneto e l’ansa dell’Adige: una estensione di due ore, sino alle 22. Tutti i giorni, compresi i festivi. Approvato a piena maggioranza poi non si è saputo più nulla. Intanto, in circoscrizione si è dimesso il consigliere Paolo Padovani (gruppo misto) e la commissione viabilità e attività economiche passa al consigliere Alberto Grigoletti (Lega Nord), mentre a Padovani subentra Fabrizio Lorenzoni, primo dei non eletti nella lista di provenienza (Fratelli d’Italia). Il Consiglio procederà alla surroga nella seduta di martedì sera. A Grigoletti spetterà, quindi, risolvere i nodi della viabilità a Borgo Trento e non solo: anche i quartieri di Ponte Crencano e Pindemonte condividono la medesima sorte e la vicinanza con l’ospedale non aiuta. Sta di fatto, che il problema della sosta selvaggia diventa sempre più evidente e dilaga il malcostume di parcheggiare ovunque vi sia spazio senza alcun rispetto per il codice della strada. Un copione che si ripete e si accentua nei fine settimana. «Sembra sia tutto possibile» e lo dicono in molti indicando alcuni casi limite: auto lasciate davanti all’entrata pedonale dell’ex Arsenale di via Todeschini, altre lungo le svolte delle aree verdi al centro della strada e sulle strisce pedonali. Ancora, si lascia l’auto accanto alle isole spartitraffico come se sullo stesso lato fosse disegnato un regolare stallo. A questo si aggiunge l’uso delle quattro frecce a giustificare un’emergenza che non c’è, con l’intento, inutile, di evitare le sanzioni poiché non solo resta la multa per divieto di sosta, ma si rischia anche una sanzione aggiuntiva per l’uso improprio della segnalazione d’emergenza. Nessuna scusante, quindi, per chi usa le quattro frecce davanti a bancomat, passi carrabili, cassonetti ed esercizi commerciali. Ci sono anche zone dove si parcheggia «tranquillamente» incuranti dell’esplicito divieto di sosta permanente. Il caso di viale della Repubblica è emblematico con auto, furgoncini e persino qualche camper sotto il cartello di divieto. In questi giorni, intanto, la segnaletica orizzontale nel quartiere è stata quasi interamente rinnovata e gli stalli blu e bianchi sono ben visibili. Sono state ridisegnate anche le fermate degli autobus che dal prossimo giugno torneranno funzionanti. Una richiesta dei residenti e oggetto di una raccolta di firme. È bene saperlo, perché molti parcheggiano anche in questi spazi. Un altro punto critico è sotto la galleria di piazzale Cadorna dove non è raro vedere auto anche con targa straniera in sosta per giorni. Senza alcuna sanzione. Padovani, aveva anche suggerito una soluzione già adottata altrove: istituire una zona di attraversamento a pagamento, come la «C» di Milano. Il ricavato sarebbe poi utilizzato per promuovere la mobilità alternativa: mezzi pubblici e piste ciclabili. É un altro punto che potrebbe tornare alla ribalta. Spetterà al nuovo coordinatore Grigoletti decidere se riproporlo.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 9

Data: 14/05/2018

Note: Marco Cerpelloni