IL CASO. Commerciante di Borgo Trento sanzionato dal Comune

Gian Marco Cavallin fa presente che dall’apertura del cantiere in viale della Repubblica il suo negozio è stato oscurato: «Un grave danno senza indennizzo».
Viale della Repubblica, sposta la pubblicità di qualche metro e viene sanzionato: 422 euro, più spese. Per un totale di 436,50 euro. Ridotti a 309,90 se pagati entro cinque giorni dalla data di notifica. Accade sul cantiere tanto contestato di Borgo Trento, quello iniziato nel 2013 e poi fermo, di cui poco si parla a livello amministrativo lasciando i residenti nei dubbi circa un progetto che ancora potrebbe avere un futuro. La rabbia di Gian Marco Cavallin, titolare del negozio Rapid Foto, vuole essere giustificata perché quei cartelloni pubblicitari erano autorizzati. Non dove si trovano ora, ma qualche metro più in là. Uno era esposto sulla delimitazione del cantiere quando era a ridosso dell’ingresso del negozio. L’altro, alla sua fine, cioè dinanzi a via Isonzo.Con l’apertura della strada, entrambi i cartelloni pubblicitari in pvc sono stati riposizionati sui nuovi confini di ciò che restava del cantiere. «Si sta parlando di qualche metro, non di più», commenta Cavallin. «Ho chiesto regolare autorizzazione per la loro affissione e non pensavo che per averli riposizionati di qualche metro sarei incorso in una sanzione, e dopo aver subito un danno notevole con questo cantiere mai concluso». La richiesta di autorizzazione per installare due cartelloni pubblicitari, il primo di due metri e mezzo per uno e il secondo di un metro e 28 centimetri per lato, risale all’avvio del cantiere per costruire un parcheggio interrato per i condomini di zona.«Fu una vera necessità», afferma Cavallin. «Stavo perdendo lavoro. Molto lavoro. Ero oscurato dalle reti di recinzione. Così, mi fu concessa l’autorizzazione di posizionare due cartelloni pubblicitari: uno su piazzale Cadorna, l’altro su viale della Repubblica dove iniziava il cantiere. Gli stessi cartelloni che si vedono oggi. Ma, erano poco più in là. In una posizione possibile prima della riapertura della strada che ha comportato il disegno di nuovi confini del cantiere. Quelli di oggi. Con essi, ho riposizionato i cartelloni pubblicitari».«Non fu detto nulla sino a qualche giorno fa», continua. «Quando mi è stato notificato che il 15 maggio avrei violato le disposizioni. Si tratta di pochi metri: uno è affisso al di là della strada, l’altro poco dopo la posizione originaria. Cosa avrei dovuto fare? Togliere i cartelloni o rifare la richiesta per l’autorizzazione? Sono gli stessi e sulla medesima recinzione. Solo spostata per fare largo alla strada. Ho chiesto all’amministrazione un indennizzo per i gravi danni economici subiti», prosegue Cavallin,«ma nulla. Neppure una risposta. Solo l’impresa mi ha scritto rimandandomi giustamente al Comune. Ma, non si è visto nessuno, neppure della nuova amministrazione. Sono stati anni molto difficili. Non c’è alcuna comprensione. Anche quando tutto è stato fatto in regola».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 23/06/2018

Note: Marco Cerpelloni