Persone di tutte le età ma soprattutto giovani in cerca di risposte

IL MOVIMENTO. Circa seimila persone ieri sera hanno affollato piazza Isolo per chiedere che la politica torni nei ranghi e sia concreta per garantire ai giovani un futuro
«Il clima tra i partiti non ci piace, pensano ai loro interessi Questa folla ci conferma che i valori non sono andati perduti»
Da «Bella ciao» a «Il pescatore», in piazza Isolo canti e musica
Stipati come sardine, ma non per questo in scatola. Testimoni, piuttosto, della capacità di saper nuotare, compatti, nella più grande libertà, quella di pensiero.È così che oltre 5 mila veronesi, ieri sera, si sono ritrovati in piazza Isolo per aderire alla manifestazione promossa sulla pagina Facebook della nostra città che, con tanto di bollino blu che certifica la presenza di sardine doc e non tarocche, si rifà al movimento nato neanche un paio di settimane fa a Bologna.La motivazione? Aderire, senza schemi né logiche di partito, a una mobilitazione collettiva che ha preso piede per contrastare ogni forma di odio, violenza o populismo. Detto alla veronese, e impresso ieri su alcuni simpatici cartelli, il concetto è più o meno questo: «non semo in saor, semo sarde in amor».L’obiettivo è stato raggiunto. Non solo in piazza Maggiore dove la sfida, con il flash mob del 14 novembre scorso, è stata quella di battere la capienza massima del PalaDozza, pari a 5.570 persone, che ospitava la convention leghista con Matteo Salvini e la candidata alle regionali Lucia Borgonzoni. Anche in piazza Isolo dove, se non si sono raggiunte proprio le 6mila presenze, ci si è andati parecchio vicino.«Abbiamo deciso di tentare il “gioco” e, raggiunte le 15mila adesioni sui social, è stato inevitabile pensare anche a un ritrovo fisico, in una piazza», dice Daniele Facci, uno degli studenti che, insieme a una quindicina di amici e coetanei, ha organizzato l’evento. Due gli spazi disponibili, anche a causa della fitta presenza dei banchetti natalizi in centro, piazza Isolo e il piazzale di fronte alla stazione, e si è optato per la prima.La risposta c’è stata. Eccome. Con una trasversalità rara e molta voglia di intonare all’unisono canzoni allegre o piene di speranza e passione, dall’intramontabile «Bella Ciao», fino all’azzeccatissima «Il Pescatore» di Branduardi. «L’attuale clima politico non mi piace, e sono preoccupata per il futuro di noi giovani, perché i politici pensano troppo ai loro interessi piuttosto che a quelli della popolazione», dice Anna, veronese di 17 anni che, con un gruppo di amiche e amici ha aderito alla mobilitazione per manifestare l’importanza di esprimere le proprie opinioni.«Ritrovarsi in uno spazio comune rappresenta l’unico modo per smuovere le coscienze», afferma convinta Andreina, pensionata di 66 anni. «È dalle ideologie che nasce la concretezza politica, anche se al momento del voto sarà poi inevitabilmente necessario schierarsi».«Dopo oltre vent’anni dai tempi del liceo mi è tornata la voglia di scendere in piazza», confessa Dino. «Sento che qualcosa germoglierà, proprio a Verona».La vera sfida, per gli organizzatori, è quella di restare uniti. «Le scelte fatte in fretta non sono mai buone, e ritrovarsi insieme in una piazza per nulla monotematica, ma spiccatamente eterogenea a partire dalle diverse età, dà forza a chi crede in valori comuni che sembrano andati perduti, e che invece tutti dovrebbero condividere», riprende Daniele. «Ciò che reclamiamo è il rispetto della libertà di espressione, la promozione di un dialogo costruttivo, senza slogan né prevaricazioni. Non abbiamo un nemico, semplicemente riempiamo un vuoto e, come detto a Bolgona, siamo gli anticorpi di quanto sviluppato di male».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 29/11/2019

Note: C.Bazzanella - foto Marchiori