L'entrata del Park San Zeno in piazza Corrubbio FOTO MARCHIORI

LA TELENOVELA. Svolta nella vicenda del garage interrato. Fallita l’impresa che lo ha costruito e condotto, il tribunale lo dà all’Amministrazione. Da venerdì inutilizzabile

Il parcheggio di piazza Corrubbio va al Comune, che deve chiuderlo Zanotto: «Verifiche alla struttura Gestione futura? Ipotesi di Amt»
ENRICO GIARDINI

Colpo di scena in piazza Corrubbio. Anzi, sotto. La telenovela del parcheggio interrato San Zeno, teatro di polemiche fin dal suo concepimento – 15 anni fa – e dalla costruzione (rallentamenti per i ritrovamenti archeologici; ira di esercenti e negozianti con un cantiere infinito) è arrivata a una puntata storica. Già, perché in seguito al fallimento dell’impresa Rettondini Spa, che lo ha costruito in project financing e gestito dall’apertura, il 22 dicembre 2012, è venuta meno la concessione. Quindi il tribunale ha imposto al Comune di rientrarne in possesso. E il Comune, dovendo verificarne lo stato di manutenzione, lo chiuderà, da venerdì. Installerà una saracinesca alla rampa di accesso in piazza, lato via Da Vico.LA GIUNTA comunale, riunitasi in seduta straordinaria, ha riferito con l’assessore ai lavori pubblici e alla mobilità Luca Zanotto il provvedimento che scatterà dopo domani. In una nota di Zanotto stesso, del direttore dell’area lavori pubblici e del dirigente alla mobilità e traffico, si ricorda che il 10 maggio il presidente del tribunale ha concesso termine fino al 24 maggio al Comune per prendere in consegna il parcheggio, fissando l’udienza al 31 maggio per verificare l’adempimento.
LA NOTA dice che “il parcheggio necessita di lavori di manutenzione per la messa a norma, nonché risulta privo del certificato di prevenzione incendi, il Cpi”. «Da venerdì lo chiudiamo in attesa di verificarne lo stato di manutenzione e di provvedere a svolgere i preventivi dei lavori necessari per la messa a norma e la successiva riapertura», spiega Zanotto. «Intanto valuteremo la possibilità di affidare la gestione “in house” all’Amt, come altri parcheggi cittadini».Ma quanto tempo resterà chiuso, il parking, che ha poco meno di 250 posti, sinora ampiamente sottoutilizzato? «Dipenderà dagli interventi da svolgere», fa sapere Zanotto. «Se saranno soltanto piccoli adeguamenti ci vorranno alcune settimane, mentre se si dovranno ricostruire parti servirà qualche mese». È realistico ipotizzare però che quest’estate il parcheggio sarà chiuso.VA SOTTOLINEATO che il Comune entra “in possesso” della struttura, visto che ne è già proprietario. Il parcheggio San Zeno fu costruito in project financing dall’impresa che avrebbe dovuto gestirlo per 65 anni per poi restituirlo al Comune anche per la gestione. Alla luce degli sviluppi d’ora in poi sarà però il Comune a doverlo gestire, quando lo riaprirà. Si vedrà se affidandolo all’Amt, di proprietà comunale (l’azienda gestisce parcheggi, come quello all’ex gasometro, e il piano della sosta) o ad altro gestore.
SVOLTA EPOCALE, dunque, per il parcheggio San Zeno, sotto piazza Corrubbio, di cui si parla dal 2003, durante l’Amministrazione Zanotto (vedi anche altro articolo). Partì un project financing, con la Rettondini e anche l’Ater la S.i.c. Spa, che poi si sfilarono lasciando tutto alla Rettondini. Sarebbe dovuto essere, il San Zeno, per gli iniziali 306 posti poi ridottisi a 216, per metà un garage pertinenziale, cioè per residenti (ma nessuno ha comprato posteggi) e per metà a uso pubblico, a rotazione. La tariffa ora è di 1,60 euro all’ora, l’intera giornata 16,50 euro.
COME DETTO, ampiamente sottoutilizzato, il San Zeno, anche per la “concorrenza” della sosta negli stalli blu, in superficie. Peraltro piazza Corrubbio – la cui sistemazione rientrava nel project – diventata il “tetto” del parking, è stata riqualificata ed è rinata. Pedonale, ha numerosi bar, ristoranti, locali, molto frequentati.
Ma il San Zeno, pagando forse anche il fatto di avere l’accesso da via Da Vico e non da piazza San Zeno, dove arrivano turisti e visitatori, è ancora al palo.

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 16/05/2018

Note: ENRICO GIARDINI