BORGO TRENTO. Il progetto di ponte Garibaldi
Confronto in commissione consiliare, rimettere le statue al loro posto costa 350mila euro: un ostacolo

Ponte Garibaldi, gli «stràchi» ritorneranno a sdraiarsi: esaminate in Comune alcune proposte. Motivazioni e finalità del progetto sono state portate alla commissione Cultura dal gruppo di cittadini promotore, noto come «I ragazzi della Via Paal» composto da Massimo Rosa, Francesco Tirozzi, Fabrizio Sordi e Luigi De Paoli. Con loro anche il figlio dell’artista che scolpì i quattro gruppi marmorei, Alberto Banterle. L’intento è ricostruire una pagina di storia cittadina andata perduta con la ritirata tedesca del 1945, ma ancora viva negli anziani del quartiere, e valorizzare l’area di lungadige San Giorgio, le ville in stile Liberty e Ponte Garibaldi. «Una coralità di apprezzamenti», dice Rosa. «Ora è importante dare vita adun gruppo di lavoro assieme alla commissione Cultura per avviare un programma cadenzato». L’idea di riportare su Ponte Garibaldi i quattro marmi creati da Ruberto Banterle risale al 2014. Per l’assessore alla Cultura, Francesca Briani, la storia del ponte «va ricordata», ma ci sono difficoltà economiche e si dice «prudente». Il progetto complessivo, infatti, è da valutare attorno ai 350mila euro, impegno «gravoso per l’assessorato». Da qui, la proposta di riportare una sola statua nei vicini giardini Giussani. In commissione sono emerse anche alcune nuove idee e tra queste una ricostruzione un po’ futuristica portata dalla consigliera Elisa La Paglia (Pd): un «duplicato» in 3D delle statue stampato in materiale leggero. Mauro Bonato (Lega), invece, ha ricordato il cinquantesimo della scomparsa di Banterle e ha proposto una retrospettiva per ripercorrere la sua storia espressiva. Da Matteo De Marzi (Battiti) giunge l’idea di portare il tema delle statue al prossimo Marmomac, dove un convegno potrebbe attirare l’interesse da parte degli industriali del marmo.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 9/03/2018

Note: M. CERP