I labari delle associazioni entrano in Gran Guardia per le celebrazioni della Festa della Repubblica

IL RICORDO DI UNA TRAGEDIA. Nella notte del 21 gennaio 2017 l’incidente che costò la vita a 17 giovani ungheresi in gita
Un applauso pieno di emozione: Gyorgy Vigh lottò per salvare molti suoi studenti nel disastro che gli aveva portato via due figli.

 

L’esibizione della Banda del Comando Artiglieria Controaerei dell’Esercito all’auditorium in Gran Guardia
Un abbraccio che ha commosso tutti, scatenando un lungo applauso solidale carico di emozione. Perchè non c’è tragedia più grande di due genitori che hanno perso i loro figli. E quando Gyorgy Vigh con la moglie sono saliti sul palco dell’auditorium della Gran Guardia, davanti a un folto pubblico che assisteva alla cerimonia della consegna dei riconoscimenti in occasione della Festa della Repubblica, accompagnati dal console e dall’ambasciatore ungheresi, è stata un’ovazione, con tutta la platea scattata in piedi.Vigh è il professore eroe che nella terribile notte del 21 gennaio 2017 cercò di salvare più ragazzi che poteva nel bus andato a fuoco dopo lo schianto contro un pilone dell’autostrada Serenissima a San Martino Buon Albergo. Su quel pullman viaggiavano 56 persone, studenti ungheresi del liceo classico Szinyei Merse Pál Gimnazium di Budapest insieme ad alcuni docenti. Nel rogo persero la vita 16 passeggeri, quasi tutti ragazzi, mentre un altro morì dopo alcuni giorni. Tra le vittime anche i figli del professor Vigh, Laura e Balazs, rimasto a sua volta ferito. Il prefetto Salvatore Mulas ha abbracciato i coniugi Vigh consegnando al docente un attestato di pubblica benemerenza dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza per il comportamento eroico tenuto nella notte della tragedia, suscitando uno scroscio di applausi.La consegna delle onorificenze è stato uno dei momenti culminanti del 2 Giugno, giornata iniziata con l’alzabandiera in Bra alla presenza dei rappresentanti istituzionali civili e militari. Poi, in Gran Guardia, il saluto del sindaco Federico Sboarina che ha sottolineato come il 2 giugno «si celebri la più alta delle nostre istituzioni, che garantisce le libertà, personali e di impresa, ma anche i nostri diritti. Il rispetto per le istituzioni non deve mai venir meno e proprio dal Comune, quale ente territoriale più vicino al cittadino, deve diffondersi la cultura della partecipazione e del coinvolgimento», ringraziando le forze dell’ordine «che presidiano costantemente il territorio, in un’instancabile azione che qui a Verona sta dando risultati tangibili».Il prefetto Mulas ha parlato di «responsabilità nell’affrontare le sfide del domani, per le quali sono richiesti coraggio, spirito di abnegazione e sacrificio». E ha ricordato l’impegno delle istituzioni nel combattere ogni forma di illegalità, in particolare della criminalità in campo economico. «In un sistema economico alterato da infiltrazioni criminali non si garantisce sviluppo ma solo povertà e sfruttamento. Non permetteremo che gli imprenditori onesti siano costretti a lasciare le loro aziende per la concorrenza di quelli collusi con la criminalità».I valori della Repubblica in cui sono nate le ultime generazioni sono stati ricordati dal presidente della consulta provinciale degli studenti, Edoardo Poli, che ha parlato di «cultura etica alla base della vita democratica, che rifiuta ogni forma di violenza e bullismo». Alla fine splendido concerto della Banda del Comando Artiglieria controaerei dell’Esercito italiano.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 3/06/2018