L’INIZIATIVA. Dell’Associazione giochi antichi
Giacon: «Raccolte 500 opere che si ispirano ai grandi pittori» Il ricavato verrà utilizzato per donare libri alle biblioteche

Un gioco nel gioco che sorprende e incuriosisce, per nutrire la cultura con senso civico e partecipazione.Ieri mattina decine di persone si sono messe in fila negli spazi dedicati alla lettura per l’infanzia della Biblioteca Civica pronte a partecipare al gran finale dei Giochi di PiPPo, la piccola pinacoteca portatile ideata dall’Associazione Giochi Antichi (Aga).Alle 11, ossia da quando sono partite le vendite di disegni e illustrazioni appesi alla vetrata su via Cappello, la folla si è fatta fitta.Del resto, chi prima arrivava più chance aveva di accaparrarsi l’opera migliore, magari di qualche noto illustratore. Ma raccontiamo la storia dall’inizio. Aga, durante l’ultima edizione del Tocatì, ha proposto una mostra negli spazi della Santa Marta con illustrazioni a misura di bambino che riproducono le opere dei grandi maestri, della pittura dal ‘500 alla moderna street art, da Brüegel a Ben Shahn, naturalmente con soggetti inerenti ai giochi di strada e tradizionali.Da ciò è nato un progetto editoriale, «Per gioco: l’arte di divertirsi», realizzato da TopiPittori, che ha fatto da trampolino per spronare tutta la città a cimentarsi e intrattenersi con l’arte.«Ognuno, dai piccoli agli adulti, dalle scuole alle singole famiglie, è stato invitato a realizzare una propria opera, ispirandosi ai grandi pittori», spiega il vicepresidente di Aga, Giuseppe Giacon. «Laboratori o atelier, ma anche le singole case, sono stati vere e proprie fucine artistiche e le 500 produzioni raccolte, tutte della dimensione di un mezzo foglio A4, sono state messe in vendita alla Civica al prezzo simbolico di 5 euro».Il ricavato sarà utilizzato dall’Associazione giochi antichi, che ha organizzato l’iniziativa con la Fondazione San Zeno, l’università, la biblioteca Civica e la collaborazione delle librerie Farfilò e L’Aquilone, la rivista Andersen e Pegaso, per comprare libri da donare al sistema bibliotecario pubblico.Ulteriore trucchetto, continuando a giocare nel gioco, è stato di mescolare i disegni di studenti o genitori con quelli di illustratori esperti e di fama, che si sono prestati a metterci il personale tratto, senza svelare l’identità degli autori. Solo da domani nomi e cognomi di chi ha fatto ciascuna opera potranno essere letti sul sito associazionegiochiantichi.it/pergioco.Fino alle 19 i veronesi si sono presentati alla singolare iniziativa, che ha intrattenuto con musica, letture, performance, burattini e una sezione dedicata alla Giornata della Memoria. Già prima di pranzo oltre 200 opere erano state comprate.Annuncia Giacon: «Ci piacerebbe replicare il progetto, nell’ottica di insistere sul tema del dono e del valore del ben pubblico. È importante, come fa il Festival, riconquistare la città e ciò che è patrimonio di tutti a partire da diversi punti di vista».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 28/01/2018

Note: Chiara Bazzanella