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SICUREZZA. Il caso ieri mattina in via IV Novembre, a Borgo Trento.

Una signora contesta la sanzione di 163 euro e gli otto punti decurtati dalla patente. «Andavo molto piano e il pedone non stava ancora attraversando»

Dopo le prime multe, ecco arrivare i primi ricorsi. Fra i molti automobilisti sanzionati dai vigili in questi giorni di controlli a tappeto per far rispettare gli attraversamenti pedonali, c’è già chi si ribella. E non si rassegna a sborsare i 163 euro d’ammenda previsti dal Codice della strada, nonché a vedersi tagliare ben otto punti dalla patente.

Reazione che la dice lunga sul rapporto «conflittuale» fra pedoni e automobilisti: questi ultimi duri a pentirsi delle negate precedenze, anche se colti in flagrante ad accelerare sulle strisce. Del resto è difficile passare improvvisamente dall’anarchia (di ambo le parti) a un rispetto teutonico delle regole.
Ma il pugno di ferro resta l’ultimo metodo con cui il Comune e la polizia municipale intendono affrontare una situazione difficile, che nel 2014 ha visto 195 pedoni feriti in seguito a investimenti sulle strade cittadine, di cui 12 in prognosi riservata e 3 deceduti. Situazione ostica soprattutto in corso Milano, con 14 persone falciate in un anno, 3 con lesioni gravi.
E proprio dalla principale arteria di Verona ovest la settimana scorsa è partita la campagna sanzionatoria, che qualcuno ha battezzato «operazione terra bruciata», per poi irraggiarsi in altre importanti strade. Come via IV Novembre, in Borgo Trento. Dove proprio ieri sono stati multati altri automobilisti per la mancata precedenza ai pedoni in procinto di attraversare.
Ma c’è chi non ci sta. Come la signora, che preferisce restare anonima, cui i vigili hanno intimato l’alt ieri mattina, all’inizio di via IV Novembre provenendo da piazza Vittorio Veneto, all’altezza del primo attraversamento pedonale. Anche a lei, 163 euro di multa e taglio di otto punti dalla patente. Ma la sanzionata si è già mossa per presentare ricorso.
«Percorro in auto quella strada più volte al giorno per lavoro e per accompagnare a scuola i miei due bambini», esordisce la signora. «Vado sempre pianissimo, non oltre i 30 all’ora; non si riuscirebbe a correre di più nemmeno volendo, a causa delle tante auto che parcheggiano o svoltano, e per i pedoni che attraversano».
Ma proprio un pedone le è costato la sanzione. «Il vigile sostiene che né io né l’automobilista che arrivava dopo di me ci siamo fermati per lasciar passare la persona a piedi, e siamo stati multati entrambi. Ma la realtà è che quella persona io non l’ho vista. Secondo me, non era "in fase di attraversamento" come riporta il verbale, tantomeno si trovava ormai in mezzo alla corsia. Avevo letto dei controlli della polizia municipale; andavo pianissimo; mi ero accorta della pattuglia in via IV Novembre… Insomma, figurarsi se altrimenti non mi sarei fermata di fronte al pedone!».
Ma carta canta, in questo caso la relazione dell’agente. «Ci sono rimasta malissimo, mi sento multata ingiustamente», protesta la signora. «E poi spesso sono i pedoni ad avere un atteggiamento imprudente. Quante volte, per esempio, vedo i liceali buttarsi ad attraversare via Ca’ di Cozzi, all’altezza della fermata dell’autobus, guardando il cellulare. E lì, dunque, quante multe dovrebbero piovere? A quelli che si comportano così, io suono il clacson. A me da piccola insegnarono – ed è ciò che a mia volta raccomando ai miei figli – che, prima di attraversare a piedi, si guarda bene in ogni direzione e si aspetta di avere la strada libera».
Nel caos delle nostre strade, dove il mezzo privato la fa ancora da padrone, la colpa spesso non sta da una parte sola. Ed è vero che molti pedoni sono imprudenti. Ma il Codice della strada risolve il dubbio tutelando chi, in caso di incidente, avrebbe la sorte peggiore. E i dati della polizia municipale sono eloquenti.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - 13

Data: 13/01/2015

Note: Lorenza Costantino foto Marchiori