Sulle, sinora, incompiute – traforo, filobus, nuovo Arsenale – lo scontro resta totale. Infinito. C’erano pochi dubbi, vista l’azione di opposizione che tutti i giorni porta avanti contro l’Amministrazione Sboarina. Ma ora arriva una sorta di ufficializzazione, partita da una affermazione che lui, Flavio Tosi, ex sindaco ora consigliere comunale, ha pronunciato dopo che il Consiglio di Stato (L’Arena di ieri) ha dato ragione a Sboarina che ha revocato il project financing di Italiana Costruzioni per riqualificare l’Arsenale. E senza che il Comune debba pagare danni all’impresa. Una netta vittoria di Sboarina.Tosi però attacca. «Di certo l’Arsenale sarà un tema della campagna elettorale amministrativa, nel 2022, perché per quella data l’Amministrazione Sboarina avrà forse completato i nuovi tetti, bruciando nove milioni dei veronesi, ma senza che il complesso abbia una destinazione, come quella che avevamo progettato noi, fatta da un privato, e che nel 2022 sarebbe conclusa. Chiaramente nel 2022 alle elezioni saremo in campo anche noi». Lo dice Tosi, presenti il consigliere della Lista Tosi Alberto Bozza, e poi Patrizia Bisinella, consigliera di Ama Verona, e l’ex assessore all’urbanistica Gian Arnaldo Caleffi. Tosi afferma di rispettare la sentenza del Consiglio di Stato, «che però ha detto che Sboarina era tecnicamente legittimato a cambiare idea sull’Arsenale, ma dal punto di vista politico e amministrativo lo sbaglio rimane. Come quello sul traforo, al di là della sentenza del Consiglio di Stato che lì ha dato torto a Sboarina anche sotto il profilo tecnico, dicendo che il traforo a quelle condizioni non si poteva fare solo per la crisi economica. Ragion per cui Sboarina avrebbe fatto bene a limitarsi a ritrattare le condizioni e non affossare il progetto, ché così ha perso il vincolo e ora deve rifare da capo la gara e le varianti urbanistiche e ci vorranno più di cinque anni». O sul filobus «per il quale devono ancora cominciare i sopralluoghi per la galleria di via san Paolo».PASSANTE NORD con traforo delle Torricelle, filobus e riqualificazione dell’ex Arsenale erano progetti dell’Amministrazione Tosi fin dal 2007. Al termine dei dieci anni, nel 2017, nessuno dei tre però ha visto fisicamente la luce. Ora però la Bisinella sostiene che «saranno Sboarina & C. a rendere conto e a doversi scusare con la città e i veronesi per non aver combinato nulla». Caleffi sostiene poi che «l’Ars District di Sboarina altro non è che il centro di arte contemporanea di Italiana Costruzioni. Poi ci dicevamo che avremmo fatto un centro commerciale, che in realtà erano 11 negozi su un totale di 2.550 metri quadrati. E ora vogliono fare, sulla stessa superficie, un mercato coperto».ANCHE IL PD, con i consiglieri comunali Elisa La Paglia, Federico Benini, Stefano Vallani e con il gruppo in Seconda circoscrizione (Borgo Trento) contesta l’Ars District. «È un taglia-e-cuci incoerente e posticcio delle diverse proposte che i gli esponenti della maggioranza-Sboarina hanno orecchiato durante i lavori della commissione temporanea Arsenale, mai più convocata. Manca l’integrazione con il progetto del filobus, con il Pums, e manca uno studio delle ricadute sul quartiere. Nella girandola di ipotesi di alberghi, foresterie, ristoranti e funzioni accessorie, l’Arsenale viene nuovamente svuotato di funzioni e di significato», spiegano i consiglieri del Partito democratico, «e si avvia a tornare un contenitore di iniziative imprenditoriali varie ed eventuali privo di un’anima»

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 26

Data: 6/02/2019

Note: Enrico Giardini