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Come ti sentiresti se entrassi in un supermercato per fare la spesa e anziché imbatterti in scaffali traboccanti di cibo ti trovassi di fronte solo i poster luminosi dei prodotti in vendita? E’ meglio prepararsi moralmente a questa eventualità perché i supermercati virtuali si stanno diffondendo un po’ ovunque.

Negli ultimi anni sono spuntati negli Stati Uniti, in Australia, in Asia – la Corea del Sud è stata pioniera mondiale lanciando il primo negozio virtuale nel 2010 – e sono arrivati anche nella Vecchia Europa: li si può trovare ad esempio nell’aeroporto londinese di Gatwick o nella metropolitana di Barcellona, Parigi e – in forma semplificata – in quella di Milano.

Come si fa la spesa in questi negozi virtuali? Non serve il carrello ma è indispensabile lo smartphone, con cui leggere (col meccanismo dei QR code) i codici del prodotti in vendita. Una volta riempito il carrello virtuale si sceglie l’orario di consegna e conclude la transazione.

Ma che esperienza si prova ad aggirarsi tra gli scaffali di fatto vuoti? Ve lo mostriamo con questa serie di immagini riferite al primo supermercato virtuale aperto in Australia.

 

 

 

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