Da qualche giorno, sul balcone del terzo piano della casa nella quale abito, sventola una grande bandiera italiana; un’altra bandiera, sempre allo stesso piano, sventola sul cortile. Ho chiesto a mio cognato, Paolo Mariani, autore delle due esposizioni, perché l’avesse fatto. M’ha detto che, in questo difficile momento, si sente più che mai italiano. Due giorni or sono mi ha telefonato Luciano Sterzi, già dirigente dell’ULSS 20. Mi ha espresso gli stessi sentimenti e chiesto di esporre la bandiera, invito da estendere a tutti i veronesi.Hanno ragione. Nei momenti difficili sulle differenze ideologiche, politiche, culturali, religiose deve prevalere il sentirsi un popolo unito che, tutti insieme, combatte la stessa battaglia. Il presidente del Consiglio ha imposto regole non facili da rispettare ma necessarie. Lo stare a casa nelle ore non dedicate al lavoro – per alcuni quasi l’intera giornata – cambia la vostra vita quotidiana ma apre a nuovi, possibili, impieghi del tempo.Mi piacerebbe trasmettere a tutti la mia passione per la lettura che occupa, felicemente, molte ore della mia giornata ma la lettura può essere sostituita o accompagnata dalla musica, dalla proiezione di films, registrati su dvd, che molti possiedono. I numerosi canali televisivi, al di là degli interminabili dibattiti sul coronavirus, non offrono quasi nulla se non i soliti, modesti spettacoli di varietà, i noiosi talk show e qualche vecchio, anch’esso modesto, film. Perché non proporre i grandi registi, documentari di qualità, concerti di musica classica e leggera e quegli spettacoli di varietà per i quali, in anni ormai lontani, la televisione italiana era considerata la migliore d’Europa?Un ultimo suggerimento. Aumentiamo i contatti con gli amici. Dialoghiamo via mail o su Facebook ma, soprattutto, utilizziamo il telefono e, per chi ce l’ha, le videochiamate di WhatsApp. Ci sentiremo meno soli e miglioreremo i rapporti. Il coronavirus sta facendo molti danni ma, quando questa pandemia sarà terminata, forse si ridurranno le polemiche politiche banali, stupide e volgari, i tweet offensivi, le falsità. Forse.

Tratto da: L'Arena - lettere - pag. 30

Data: 14/03/2020

Note: Guariente Guarienti