TECNOLOGIA SOLIDALE. A Colognola ai Colli ospiti entusiasti grazie al dono tecnologico della ditta veronese Mos 80
Videochiamate quotidiane nelle case di riposo Adoa Chiaramonte: «Così non si sentono abbandonati»
Maria tocca con delicatezza lo schermo, una carezza virtuale per la figlia Simonetta. Si è messa tutta elegante per quell’incontro: la camicetta rosa, la collana di perle, la piega ben fatta. «E tu come stai? Ma se volessi venire da te? Ah… non posso», dice, seduta davanti alla postazione per le videochiamate allestita nella residenza della Fondazione Marangoni, a Colognola ai Colli. Da parecchi giorni gli anziani delle case di riposo non possono incontrare figli e nipoti. L’assenza, il vuoto, viene colmato dalla tecnologia, fondamentale per non farli sentire soli.«Abbiamo organizzato, in tutte le nostre strutture, dirette Facebook e videochiamate quotidiane con i familiari», spiega Tomas Chiaramonte, direttore di Adoa, l’Associazione Diocesana delle Opere Assistenziali alla quale aderiscono più di 30 realtà del settore in provincia. Una novità che è stata accolta con entusiasmo da tutti e alla quale è stato dato anche un nome: «Lontano mai perché vicini al cuore». Un aiuto per questo progetto è arrivato anche dall’esterno. Un’azienda veronese, la Mos 80, specializzata in Information Technology, ha donato dei tablet agli enti che aderiscono ad Adoa.«I nostri anziani ci hanno stupiti», ammette Chiaramonte, «temevamo fossero restii a queste tecnologie invece per loro è come un gioco. Chiedono di mettersi le cuffie, sorridono all’idea di vedere su uno schermo i loro cari con i quali chiacchierare. E soprattutto sono tutti a loro agio: d’altra parte parliamo di persone che in passato hanno dovuto fare i conti con ben altre privazioni e, nonostante l’età, hanno una grande capacità di adattamento. Spesso è più difficile far accettare la distanza ai figli».E allora, in quel caso, sono i genitori a tirare su il morale, a consolare, a raccontare quanto stanno bene in strutture che, per l’emergenza, hanno messo in campo tutte le risorse disponibili. «Vista la situazione», aggiunge il direttore di Adoa, «alcuni familiari di ospiti defunti, sono diventati volontari e fanno videochiamate ad altri ospiti che non hanno parenti».Diverso è l’approccio nei confronti di quegli anziani che sono cognitivamente più compromessi. Per loro, abbiamo aumentato la presenza degli operatori: così, a compensare l’assenza dei loro cari c’è il calore di un abbraccio, di una carezza. Sempre con le dovute cautele.Ogni casa di riposo ha adottato un protocollo. «Nelle tre strutture che dirigo, a Colognola ai Colli, San Martino Buon Albergo e San Pietro di Morubio, gli operatori si misurano la febbre all’arrivo. Stessa procedura viene seguita da eventuali manutentori mentre i fornitori lasciano la merce fuori dalla struttura. La conseguenza», conclude il direttore, «è che in queste tre settimane abbiamo registrato molte meno malattie rispetto alla media degli anni passati».