AMBIENTE. Intervento in lungadige Campagnola. Il presidente dell’Amia, Miglioranzi, assicura che saranno ripiantumati
L’eliminazione dettata da ragioni di sicurezza I fusti erano ormai cavi e potevano crollare al suolo all’improvviso travolgendo persone e veicoli

 

Gli operai al lavoro per abbattere i tigli ammalati
Hanno accompagnato lo scorrere dell’Adige per oltre 60 anni. Da ieri, però, non potranno più ombreggiare i suoi argini. Si tratta di sei degli alti e imponenti lecci che caratterizzano lungadige Campagnola, tra Castelvecchio e Ponte della Vittoria, nell’ansa esterna del fiume. Gli alberi sono stati tagliati alla base. E la caduta di questi giganti di legno, alti oltre dieci metri, ha sollevato parecchie lamentele e proteste tra i residenti della zona, abituati e affezionati a quelle larghe chiome sempreverdi.Il taglio, però, è motivato da questioni di sicurezza. La decisione è stata presa dall’Amia che ha decretato il cattivo stato di salute di quelle piante. «Si tratta di alberi malati. C’è stata una perizia condivisa e ne è stato deciso l’abbattimento», ribadisce il presidente Andrea Miglioranzi.«Come si può vedere anche dalle cippaie vuote, avevano perso legnina al loro interno con conseguente spugnosità del tronco divenuto pericolante: la loro stabilità era precaria e il rischio di fratture e cedimenti, a fronte tra l’altro di una chioma folta e pesante, era molto alto. Soprattutto in una zona tanto frequentata da pedoni e auto», aggiungono dall’Amia. I sei alberi abbattuti ieri, sono andati ad aggiungersi agli altri due già tagliati lo scorso anno, per identici motivi.C’è però una buona notizia. Di questi due fusti tagliati, uno è già stato ripiantumato. E anche nei sei spazi da ieri vuoti, troveranno presto posto altri sei piccoli lecci, destinati a rimanere su quel tratto di lungadige Campagnola a lungo, come è accaduto ai loro predecessori. Si tratta, del resto, di un copione già visto in altri luoghi del centro città. Recentemente, è toccato ad alcuni degli alberi di Giuda che caratterizzano viale Nino Bixio. E, altro episodio analogo che molto ha fatto discutere, anche agli alti fusti di lungadige San Giorgio, tagliati anche a fronte dei lavori di rifacimento del sito.«Sempre, a fronte di un taglio, la regola rimane quella di ripristinare dove e quando possibile», spiegano all’Amia. È quanto succederà, assicurano dunque, anche per i sei lecci di lungadige Campagnola. L’incognita rimane solo per il periodo: probabilmente già in questa stagione, altrimenti il prossimo autunno: le tempistiche da seguire per garantire il corretto attecchimento delle nuove piante sono piuttosto ferree. A conti fatti, a operazione conclusa, in lungadige Campagnola dovrà dunque mancarne all’appello solo uno: non sostituito perché a ridosso di un attraversamento pedonale che gli uffici hanno deciso di tenere libero. Certo è che per diventare alte e imponenti come quelle sacrificate ieri ci vorrà molto tempo.

Note: Ilaria Noro - foto Marchiori