La manifestazione nelle strade del rione Ponte Crencano

Lo slogan: «Ci siamo rotti i polmoni». Speranze sul prossimo incontro con il sindaco Morini: «Zona Ovest? Involuzione evidente». Dalle Pezze: «Rifare lo studio sul traffico».
Colorati, rumorosi e arrabbiati. Sfilano in corteo, a centinaia, con la «maglietta asmatica», divisa della protesta dell’Associazione Salute Santa Maria Ausiliatrice, intorno all’area dell’Ex Bam. È l’incubo peggiore per i residenti di Ponte Crencano, con la prevista costruzione di quattro torri, alte fino a dieci piani per 150 appartamenti, più un’area commerciale. Un incontro del comitato con il sindaco, frutto dell’attività di mediazione dell’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala è previsto, forse già nei prossimi giorni. L’obiettivo è di fermare l’opera. O quantomeno invocare il cosiddetto «credito edilizio», una compensazione ambientale per il quartiere. «C’è l’amara consapevolezza», dice Tiziano Morini, del comitato, «di come la zona Ovest abbia subito un’involuzione nell’ultimo decennio. Nulla che abbia migliorato la vivibilità, il verde e la viabilità».CHI PAGA? Il «mantra», scandito tra tamburi e fischietti, è: «Ci siamo rotti i polmoni». Inframmezzato dal sintetico: «Sindaco, dove sei?». La vicenda delle torri all’ex area Bam nasce durante l’amministrazione Tosi. Ma il permesso di costruire viene rilasciato da quella guidata da Federico Sboarina, il 30 gennaio, tra le proteste delle opposizioni in Consiglio, per «l’assenza di margini per cui negarlo». Un manifesto raccoglie, vergati in pennarello, i pareri dei residenti. Spicca un lapidario «Se Giacino ha sbagliato dobbiamo pagare noi?».TRAFFICO. «Due pareri negativi della Circoscrizione, un Piano urbanistico attuativo che ha preso in considerazione solo via Mameli e non le altre vie adiacenti su cui si scaricherà il traffico», chiosa Elisa Dalle Pezze, presidente della «Seconda» ma presente «come cittadina residente». «L’amministrazione dovrebbe aprire un tavolo con i proponenti l’opera e cercare di “fare per il quartiere”». Via Mameli con il futuro filobus al centro e due sole corsie laterali di scorrimento; flussi di studenti all’Istituto professionale «Stimmatini» e l’ospedale che calamita traffico ad ogni ora. Anche i parcheggi, dicono i residenti, «sono un problema quotidiano». «Positivo che ora si alzi la testa, come zona, poiché il problema investe anche Quinzano e il rione Pindemonte», osserva Maurizio Framba, presidente dell’A.s.m.a. «Qualcosa si muove, un comitato non può agire isolato».LA CHIAVE. Rullo di tamburi, trombette e slogan. Anziani residenti si affacciano ai balconi, osservano il corteo, scortato da Polizia, Carabinieri e Municipale. In marcia ci sono anche giovani («Così difficili da coinvolgere», ammettono dal comitato) e qualche famiglia con bambini. «La circoscrizione aveva chiesto di rifare lo studio sul traffico», sottolinea Diego Zardini, deputato nelle file del Partito Democratico. E lascia intendere come questa sia forse la «chiave di volta» che potrebbe scardinare l’operazione com’è concepita attualmente. Lo «strangolamento» da auto è il primo e vero timore dei residenti, oltre alla sottrazione dell’ultima area verde. «Tenendo presente», osservano alcuni, «come la nostra zona abbia scampato per un soffio l’incubo del traforo».VERDE. «L’amministrazione Sboarina è ancora in tempo per salvare la faccia», osserva Michele Bertucco, capogruppo di Sinistra in Comune. «Basti ricordare come già il piano regolatore del 1975, redatto su una ipotesi di città di 400 mila abitanti, prevedesse di lasciare a verde pubblico la zona dell’ex Bam, effettivamente ultima area di sfogo in per un quartiere ad altissima densità abitativa». Una bimba, accompagnata dal papà, picchia, concentrata e seria, sul suo mini-tamburo. «No alle torri dei 10 piani, verde per i bambini e per gli anziani», scandisce il corteo. Verde? «Tutto fumo e niente verde», recita il cartello brandito da una residente.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 7/04/2019

Note: Paolo Mozzo - fotoservizio Marchiori