LO SCREENING SI ALLARGA. Il governatore e l’assessore Lanzarin annunciano il provvedimento a seguito del caso della moldava positiva che ha contagiato tante persone
«Di rientro dal Paese di origine serve il controllo a tutela degli anziani. Non importa se non sono in regola: qui si curano tutti»
Le badanti finisco nel mirino della sanità pubblica della Regione. «Anche a loro faremo gratuitamente il tampone quando rientrano dai paesi di origine». Parola di Luca Zaia, presidente del Veneto. Ieri dall’unità di crisi di Marghera, insieme all’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin, e alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin, ha fatto il punto sulla diffusione del virus.DAL FOCOLAIO LA LEZIONE. Stando all’analisi aggiornata a ieri, effettuata dal Dipartimento di prevenzione regionale, in Veneto ci sono 22 focolai di cui 13 privati, famiglie o gruppi di persone, e 9 in strutture per anziani. «Sono in netta diminuzione – precisa il governatore -: un mese fa erano 132». Il recente caso dell’EuroBrico di Feltre, per esempio, è stato subito circoscritto isolando tutti i contatti. In tutto 56 persone di cui 42 già sottoposte a tampone. «L’intenzione è di far riaprire l’attività perché i dipendenti, cioè i colleghi del caso positivo, sono risultati tutti puliti». L’altro caso che ha fatto scuola riguarda, appunto, una badante moldava. Di ritorno dal Paese di origine, era il 5 giugno, ha viaggiato per ore in pullman. Dopo poco ha manifestato i sintomi, è stata ricoverata e si è scoperto che aveva contratto il Covid-19. Positiva anche la coppia che le era seduta vicino quel giorno. Alla fine, sono risultati contagiati 8 moldavi di quel bus, l’anziana che seguiva la badante e la figlia della signora.«IRREGOLARI? LA SANITÀ QUI È PER TUTTI». Lanzarin spiega che con i dg delle Ulss si avvierà una campagna informativa sulla novità: lo screening alle badanti. «Le famiglie, i datori di lavoro o le singole persone potranno rivolgersi ai medici di base o al distretto per richiedere il tampone gratis». Spiega Zaia: «Chiediamo collaborazione alle badanti stesse perché informino le loro colleghe quando rientrano dai loro Paesi. Lo facciamo perché arrivano da altri sistemi sanitari. Non è discriminazione. È un fatto di sanità pubblica, perché queste persone poi stanno a contatto con persone a rischio, gli anziani, che vanno tutelati. E se le badanti non sono in regola? Non importa. Il tampone gratis si fa. Perché la sanità in Veneto non guarda in faccia a nessuno e non guarda neppure il contratto di lavoro o la religione: qui si curano tutti».TAMPONI NELLE CASE DI RIPOSO: NON SI MOLLA. Rientrano sempre nel piano di sanità pubblica anche i tamponi che vengono svolti agli operatori e agli ospiti delle case di risposo, in tutto si parla di 60mila persone. Zaia continua: «A fronte della diminuzione dei focolai nei centri servizi per anziani, non abbiamo intenzione di mollare la presa. Le indicazioni della comunità scientifica sostengono che i tamponi possono essere fatti anche ogni 30 giorni. Ma noi non abbassiamo la guardia: il giro si continua a fare ogni 20 giorni».APPELLO A USARE LE MASCHERINE. Di qui all’ennesimo appello ai veneti a seguire le regole: mascherine, pulizia mani e distanziamento sociale. «Nel fine settimana – dice Zaia – abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni. A dimostrazione del grane senso civico dimostrato dalla maggioranza silenziosa dei veneti che chiede rispetto. Sgarrare significa mettere a repentaglio il gran lavoro fatto dalla sanità fino ad ora e rischiare di ammararsi o di far ammalare qualcuno».LA DIFESA DELLE SCUOLE PARITARIE. Nei giorni scorsi sul Blog del M5s è stato annunciato lo stop ai contributi statali alle scuole paritarie. Ieri Zaia ha difeso. «Trovo scandaloso che il M5S obietti sul finanziamento alle paritarie. Posso capire che ci sia una posizione ideologica. Però non qui dove la scuola pubblica non è garantita. Qui non c’è l’alternativa pubblica. Stiamo parlando di una realtà fatta di 1.112 scuole e 80 mila minori. Se queste chiudono, domani cosa succederà a questi bimbi e alle loro famiglie? Lo Stato grazie alle paritarie risparmia qualcosa come 200 milioni all’anno. Di qui l’appello: stanziate i soldi perché le paritarie fanno quello che non fa il pubblica».LE DOMANDE SUL MES. Zaia, infine, è tornato a ribadire la sua posizione sul Mes, anche alla luce del fronte dei governatori che si è ben delineato in questi giorni al di là dell’appartenenza politica (Lazio, Emilia Romagna convinti sì, Liguria e Lombardia possibilisti). «La scelta spetta al governo. Nel momento in cui ci diranno cosa vogliono fare prenderò una posizione – conclude il governatore del Veneto -, per il momento che si azzuffino tra di loro all’interno della maggioranza. Al governo non sono in grado di decidere visto che una parte della maggioranza non vuole il Mes».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 9

Data: 30/06/2020

Note: CRISTINA GIACOMUZZO INVIATA A VENEZIA