Pagnolli e Mangolini

ESTATE TEATRALE. Sopralluogo del direttore artistico Carlo Mangolini e del direttore tecnico Marco Pagnolli per definire l’allestimento secondo le norme di sicurezza

Ogni serata ospiterà massimo 310 spettatori: platea ridotta a 39 posti e distanziamento sulle gradinate Sono previsti ingressi scaglionatiUn colpo d’occhio capace di emozionare anche il veronese più abituato alla bellezza dei monumenti che raccontano la storia antica della nostra città. La 72a stagione dell’Estate Teatrale Veronese, che anche quest’anno, nonostante le non poche difficoltà a seguito dell’emergenza sanitaria, torna nel suo luogo simbolo, vedrà un Teatro Romano inedito e quantomai suggestivo. In anteprima, ieri mattina, abbiamo fatto un sopralluogo con il direttore artistico Carlo Mangolini e il direttore tecnico Marco Pagnolli, mentre tecnici e operai sono al lavoro per l’allestimento. E, lo ripetiamo, anche per chi è abituato a seguire le serate di spettacolo del festival shakespeariano nel teatro in riva all’Adige da tanti anni, quella di questa estate 2020 sarà un’esperienza nuova. Lo spettatore infatti vedrà, oltre allo spettacolo in scena, un altro spettacolo: l’antico teatro nella sua struttura originaria, solo in minima parte «trasformato» dalle strutture necessarie alle produzioni, con il palco libero e la gradinata tutta a vista. La platea viene ridotta a un centinaio di sedie centrali (39 i posti disponibili: un posto a sedere e due sedie libere, per mantenere le distanze imposte dalle norme anti Covid) mentre il resto del pubblico (ogni serata può ospitare massimo 310 spettatori) siederà sulle gradinate dove i posti saranno indicati da appositi cartellini posizionati sul dorso dei gradoni.«Credo che questa stagione possa essere un’occasione anche per i veronesi per riscoprire il teatro Romano in una veste inedita», spiega l’assessore alla Cultura Francesca Briani. «Con il nuovo allestimento pensato per rispettare le norme anti Covid infatti il teatro si mostra nella sua struttura originaria, così come era nell’antichità. E i posti in gradinata diventano posizioni privilegiate per godere di un colpo d’occhio straordinario». «Il cantiere dell’allestimento chiuderà entro il 9 luglio», aggiunge Mangolini. «Poi ci sarà la sanificazione. L’ingresso del pubblico nelle serate di spettacolo sarà scaglionato: insomma tutto per offrire una stagione speciale in un teatro Romano speciale con la massima sicurezza per attori e spettatori». Quanto al programma del festival, Mangolini nota come «anche il debutto terrà conto della stagione che abbiamo attraversato: il tema della distanza, sia negli spettacoli di prosa che in quelli di danza, sarà una sorta di filo rosso che, più o meno esplicito, attraversa tutti gli eventi in programma. a partire dell’apertura, il 18 luglio, con la prima nazionale di “Ma tu sei felice?» con Claudio Bisio e Gigio Alberti. Si tratta di un progetto realizzato da Bisio assieme a Gigio Alberti a partire dal libro di Federico Baccomo, nato durante il lockdown come format a metà tra la lettura teatrale e la serie web. Dai video realizzati ognuno dalla propria casa il dialogo si sposta sul palco e vede i due attori ritrovarsi finalmente dal vivo e ritrovare anche gli spettatori che li avevano seguiti su YouTube. Ci piace questa idea che ad aprire la stagione che torna finalmente dal vivo sia uno spettacolo che segna appunto il passaggio dal momento del lockdown, e dalle espressioni che il teatro ha avuto in quei mesi, alla riconquista del palcoscenico. Parlando e interrogandosi sull’eterno tema della felicità, ideale per celebrare il ritorno a Verona dei grandi protagonisti della scena dopo mesi di assenza». Ma l’idea della distanza, dell’impossibilità del contatto, sarà anche quella che ispira «Fuga a tre voci» (12 settembre) di Marco Tullio Giordana con Alessio Boni e Michela Cescon, uno studio intorno al carteggio fra Ingeborg Bachmann e Hans Werner Henze, e «L’amore segreto di Ofelia» (16 settembre) di Steven Berkoff per la regia di Chiara Lagani con Chiara Francini: epistolari d’amore, cioè amori a distanza.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 1/07/2020

Note: Alessandra Galletto