Domenica scorsa, 26 gennaio ho assistito alla rappresentazione “l’Infanzia Rubata” per non dimenticare i bambini di Terezin, che si è tenuta in piazza Bra sotto la tensostruttura allestita dal sodalizio “I Figli della Shoah”. Grande l’impegno della scuola e degli/delle insegnanti che hanno messo a punto una rappresentazione così varia e accurata nella ricerca dei materiali e nell’allestimento. Mi piacerebbe molto far arrivare, tramite questa lettera, il mio apprezzamento in particolare alle ragazze e ai ragazzi delle classi terze della scuola media di Caldiero che ne sono stati i protagonisti. Con le parole, le immagini, i canti, le musiche e la danza, hanno saputo trasmettere al folto pubblico forti emozioni da cui loro stessi, come si è potuto capire, erano completamente presi.Mentre scorrevano le immagini dei bambini di Terezin e dei loro disegni, sono tornata con la mente a quel campo di concentramento che ho visitato qualche anno fa, e in cui quasi tutti loro hanno trovato la morte.Ho un nipotino di tre anni e mezzo, Karim, e per lui e tutti i bambini e le bambine vorrei un mondo in cui l’infanzia non sia più rubata.

Tratto da: L'Arena - lettere- pag. 22

Data: 29/01/2020

Note: Susanna Orna