LA STORIA. Un libro a cura del docente Giovanni Borghini ripercorre anche le vicende più curiose

Dall’indirizzo fisico-matematico negli anni Venti nacque lo scientifico
«Tra ragionieri e geometri uno studente fu chiamato a dirigere la Fiat»
Studentesse del Lorgna durante una lezione di cucito: l’ingresso delle donne risale a inizio Novecento

La storia del Lorgna Pindemonte comincia, in realtà, in via Cappello, negli spazi dell’attuale Biblioteca Civica. È lì, nel convento dei Gesuiti che, trascorso poco più di un anno dall’uscita degli Austriaci, vennero attivati i corsi di istruzione tecnica per volontà dell’amministrazione. Tre gli indirizzi al via nel dicembre 1867 (Commercio, Agronomia e Costruzioni, cui presto si aggiunse la sezione Fisico-matematica), con docenti di prestigio. Uno su tutti, l’ingegner Enrico Carli, che progettò il canale Camuzzoni. Tra gli studenti Giuseppe Broglia che, trasferitosi a Torino, venne chiamato da Giovanni Agnelli a ricoprire l’incarico di direttore generale della Fiat.LA PRIMA DONNA. «Agli inizi del Novecento, con il trasferimento a palazzo Bevilacqua, si aprì una nuova stagione con l’accesso consentito anche alle donne, come studentesse e insegnanti», racconta Giovanni Borghini, curatore del libro che sarà presentato il 12 dicembre. Una delle prime, Camilla Partengo, iscritta all’indirizzo di Fisico-matematico, dopo la laurea in Fisica all’Università di Bologna iniziò l’insegnamento, poi divenne preside a Budrio. Fu la prima donna a prendere la patente in Italia». Alto fu, poi, il tributo della scuola alle guerre mondiali, con 57 tra studenti e professori caduti, i cui nomi sono ricordati su un’epigrafe nel cortile. Fu come se «qualcuno avesse privato l’anno della primavera», commentò l’allora preside Vittorio Fabbris. «CULLA» DEL MESSEDAGLIA. «In questa fase, per effetto della Riforma Gentile, venne chiusa la sezione Fisico matematica, da cui ebbe origine il Liceo scientifico Messedaglia», ricorda Borghini, «che condivise gli spazi con l’Istituto Lorgna per alcuni anni». Si arriva così al dopoguerra, con il boom dei tecnici della ricostruzione, dai 684 iscritti del 1947 ai 1.789 di dieci anni dopo. Tra gli studenti celebri di quegli anni, politici di rilievo come il senatore Paride Piasenti e i sindaci di Verona, Gabriele Sboarina e Giorgio Zanotto. La carenza di aule costrinse addirittura ai doppi turni finché, nel 1961, l’istituto fu sdoppiato: quello intitolato a Ippolito Pindemonte, poeta dell’idillio e della malinconia, con i ragionieri, e il Lorgna, trasferito in corso Porta Nuova, con i due indirizzi, geometri e commerciali. Nel 1975 lì rimase il nuovo Cangrande, mentre il Lorgna fu spostato in via Ca’ di Cozzi.«Nel 1997», prosegue Borghini, «per una serie di motivi, dal calo demografico al sorgere di nuovi istituti in provincia, alla minor attrattività dell’istruzione tecnica rispetto a quella liceale, Lorgna e Pindemonte vennero definitivamente riuniti in corso Cavour». Cinque anni fa è nato anche il corso serale, che oggi conta 210 studenti, mentre 848 sono al diurno.«Oggi la scuola, invertendo un trend che pareva consolidato, grazie anche all’iscrizione di molti studenti stranieri, si sta aprendo ad una stagione di rilancio», commenta il dirigente, Enzo Gradizzi. «Il merito è della consapevolezza del ruolo della formazione tecnica rinnovatasi in coerenza con le esigenze del contesto economico e produttivo, per esempio con l’indirizzo turistico, settore strategico per l’economia cittadina, che si aggiunge agli indirizzi in Amministrazione, finanza e marketing e Sistemi informativi aziendali». E.PAS.

gently

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Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 2/12/2017

Note: Sezione "Cronaca" Da pag. 24