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VOLONTARIATO. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega. Il via nel 2015

Terzo settore a una svoltaIl 5 per mille sarà stabile
Introdotti i bond solidarietà. Servizio civile nell’Ue Esultano le associazioni: aspettavamo da 20 anni Renzi:«Impegno mantenuto, è una grande svolta»Una riforma snella: sette articoli per ridisegnare il ruolo e il modo di operare del Terzo settore in Italia. Il disegno di legge delega è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri e ora ci sono sei mesi di tempo per il varo dei decreti delegati. La riforma, dunque, dovrebbe cominciare a operare dal 2015. «Il Consiglio ha mantenuto l’impegno che avevo preso», ha detto il premier Matteo Renzi definendo la riforma «un grande momento di svolta». Una riforma che però non dovrà pesare sui conti dello Stato: «Dall’attuazione delle deleghe», si legge nella Relazione Tecnica, «non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Plauso dalle associazioni, anche perché l’intervento era atteso «almeno da due decenni», ha rimarcato il Forum del Terzo Settore che ora però chiede di non mettere troppi «paletti», ma piuttostodi favorire il mondo del volontariato che coinvolge in Italia cinque milioni di persone.
Tra le novità più importanti, i «bond solidarietà»: sarannointrodotti meccanismi volti alla diffusione dei titoli di solidarietà e di altre forme di finanza sociale. Quanto al meccanismo del 5 per mille, invece, che oggi è ancora da finanziare a ogni legge di stabilità, diventerà permanente. Prevista anche l’introduzione di una tassazione che tenga conto non solo delle finalità solidaristiche delle onlus, ma anche del «divieto di ripartizione degli utili».
Novità anche per i più giovani, visto che si riforma anche il servizio civile per il quale si prospetta una «programmazione almeno triennale dei contingenti di giovani, anche stranieri». I ragazzi e le ragazze faranno anche esperienze all’estero e il servizio civile farà curriculum sia «nei percorsi di istruzione che in ambito lavorativo». Per sostenere economicamente gli enti del terzo settore, invece, verranno studiate forme per accelerare l’assegnazione, a loro favore, degli immobili pubblici inutilizzati o dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Come detto le associazioni e gli enti del Terzo settore hanno salutato con favore la riforma quanto meno perché si rimette al centro dell’attenzione un settore così importante per il Paese.

«Occorre però fare attenzione a due questioni centrali», ha detto Pietro Barbieri, portavoce del Forum del Terzo Settore: «dobbiamo avere uno spazio normativo che aumenti la capacità dei cittadini di impegnarsi per le aree di disagio; ed è fondamentale che l’economia impari il senso etico dal terzo settore».
Banca Popolare Etica, nata 15 anni fa proprio per il sostegno finanziario alle iniziative del terzo settore, ha accolto «con favore» l’iniziativa del governo, plaudendo al fatto che l’esecutivo abbia predisposto le linee guida «aprendo il testo alle proposte migliorative e integrative degli addetti ai lavori e dei cittadini interessati». «Prima di esprimere una valutazione definitiva attendiamo di leggere ed esaminare il testo definitivo», ha commentato invece Giuseppe Guerini, portavoce dell’Alleanza Cooperative Sociali.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - nazionale- pag.4

Data: 11/07/2014

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