L'analisi del sangue per il controllo degli anticorpi

LOTTA AL VIRUS. Confindustria Verona ha firmato un accordo con l’ospedale di Negrar per l’esecuzione dell’esame, su base volontaria, ai dipendenti delle ditte associate
Il presidente Michele Bauli: «Grazie a questa sinergia offriamo uno strumento utile per poter lavorare in sicurezza»
I test sierologici raccontano la storia della malattia andando a cercare nel sangue la presenza di anticorpi contro il Coronavirus. Chi li ha, vuol dire che è entrato in contatto con Covid-19, anche se è sempre stato bene. Chi li ha – soprattutto se ha le Iga che indicano la fase acuta dell’infezione – è contagioso e può infettare chiunque gli stia attorno. Saperlo, quindi, è utile sia per mettere in quarantena gli eventuali positivi, sia per calcolare la diffusione del virus, il suo tasso di mortalità e la tipologia dell’infettato-tipo (età, sesso, tipo di lavoro, stato di salute pregresso). Sono particolari epidemiologici non di poco conto per continuare a pianificare le strategie anti-contagio, soprattutto in previsione della nuova ondata pandemica prevista per l’autunno: conoscere quante persone hanno contratto la Sars-Cov 2, se hanno avuto o no i sintomi, è fondamentale oltre che per preparare il Sistema sanitario ad una nuovo attacco, anche per la ripartenza e la riorganizzazione delle attività economico-produttive.Appurato comunque che i test sierologici non possono dare «patenti di immunità» e fornire diagnosi sostitutive dei tamponi, resta il fatto che forniscono comunque una indicazione precisa: fanno la «conta», limitata temporalmente al momento del prelievo, di chi ha avuto l’infezione e chi no. Diverse imprese, per la ripartenza ancora nella fase 2, si sono affidate a questi test per capire quanto il virus si fosse diffuso tra i propri lavoratori. Ed è quello che ha deciso di fare anche Confindustria Verona siglando con l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar un accordo riservato ai propri associati per far eseguire i test sierologici ai propri dipendenti, su base volontaria. Sono già venti le aziende che hanno aderito, ma il progetto di «monitoraggio» dei lavoratori scaligeri, soprattutto se destinati a viaggi di lavoro all’estero, è destinato a crescere di giorno in giorno. L’accordo prevede infatti, attraverso il Centro di Medicina dei viaggi del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, un supporto per fare “formazione” tra chi opera all’estero relativamente alle cautele da adottare al fine di tutela della salute e di gestione di eventuali rischi sanitari. «Questo accordo fa parte delle tante iniziative che abbiamo attivato in questo periodo per far fronte all’emergenza Coronavirus dal punto di vista della salute, del lavoro e della finanza», spiega Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona, «grazie a questa firma siamo in grado di offrire uno strumento sicuro alle tante aziende che ci hanno chiesto la possibilità di effettuare i test sierologici in un momento in cui è forte il bisogno di sicurezza e tranquillità. Un’iniziativa che nasce da lontano e che ci vede da tempo dialogare con l’Irccs di Negrar: mettendo a fattore comune le eccellenze del nostro territorio, si collabora nell’interesse di tutti». «Siamo soddisfatti per l’attivazione di questa partnership strategica con Confindustria», afferma Claudio Cracco, direttore amministrativo dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria, «mettendo a disposizione la nostra esperienza in campo sanitario e di ricerca a favore della ripresa del tessuto economico della nostra provincia, ripresa che non può prescindere dalla sicurezza e dalla serenità dei lavoratori». «I test sierologici che faremo», spiega il dottor Federico Gobbi, infettivologo a Negrar, «sono quelli quantitativi (quindi non i rapidi che sono meno affidabili e danno solo risposta “si” o “no”) in grado di rilevare gli anticorpi della fase acuta dell’infezione (IgA/IgM) e quelli della fase successiva (IgG). Non forniscono una aptente di immunità ma sono utili perchè raccontano la storia della persona per quanto riguarda il Covid-19. Sapere se l’hai passato o no, per molti fa la differenza».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 6/06/2020

Note: Camilla Ferro