L’ALLERTA TERRORISMO. Aga, Comune e forze di polizia impegnati a blindare il festival internazionale dei giochi in strada che si tiene in centro dal 14 al 17 settembre.

Attese 250mila persone. Il presidente Avigo: «Già adottata la circolare Gabrielli che indica misure per le manifestazioni a grande richiamo di pubblico»
Un Tocatì che vuol omaggiare aspetti diversi e originali dell’Europa, intesa come aggregazione storica e culturale, ma su cui incombe la spada di Damocle del terrorismo che privilegia i luoghi ad alta attrazione di pubblico per mettere a segno i suoi assalti. E una manifestazione come il festival internazionale dei giochi in strada, previsto in centro storico dal 14 al 17 settembre, per il quale sono attese 250mila persone che affoleranno piazze, vie e angoli del cuore della città antica, esige un articolato piano per la sicurezza. E intanto l’annullamento della corsa di auto storiche, prevista ieri in Bra, ora fa crescere la preoccupazione per il regolare svolgimento della manifestazione.IL PIANO. «In realtà è una questione a cui pensiamo da tempo», spiega Paolo Avigo, presidente dell’Associazione Giochi Antichi (Aga) che con il Comune organizza il festival con il supporto di numerosi sponsor. «Già quest’anno abbiamo adottato la circolare Gabrielli, che prevede una serie di accorgimenti per manifestazioni a grande richiamo di pubblico, come l’individuazione di vie di fughe e una valutazione delle capacità di contenimento degli spazi. E da otto anni abbiamo messo a punto un nostro piano di sicurezza, con una persona dedicata, per garantire soccorsi immediati ai partecipanti in caso di necessità, come le pattuglie della Croce Verde che si spostano in bicicletta nei luoghi del festival e la farmacia mobile. Con il Comune ci siamo sempre confrontati su questi aspetti così come con i responsabili delle forze dell’ordine con cui collaboriamo. Ora aspettiamo di sentire quali direttive intende adottare la Prefettura in occasione del festival».LA QUINDICESIMA edizione del Tocatì si propone quest’anno con un ospite d’onore speciale, multiplo: le regioni europee, che non sono solo quelle contemplate dai confini giuridici dell’Unione europea ma si allarga ad altre realtà extra Ue ma europee per tradizione storica e culturale, con l’Islanda, la Serbia e la Macedonia.Si tratta di un ulteriore passo verso il riconoscimento da parte dell’Unesco di una «buona pratica» per la salvaguardia di un patrimonio immateriale come la cultura ludica che si manifesta nei giochi tradizionali in strada. A giugno, in Provincia, è stato approvato il documento di lavoro del progetto di candidatura multinazionale del programma di attività del Tocatì al Registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio immateriale, a cui hanno già dato la loro adesione la Regione Veneto e il Comune di Verona. Grazie alla fiducia della Regione, l’Associazione Giochi Antichi si trova a federare una rete di attori in nome di un obiettivo condiviso: la riscoperta e la trasmissione del patrimonio di giochi e sport tradizionali d’Europa come patrimonio culturale immateriale.QUEST’ANNO, per la prima volta, si costituisce un partenariato europeo per appoggiare la candidatura di Verona a questo ulteriore titolo Unesco che riconosce nel Tocatì la capacità di creare reti di comunità ludiche, creando una federazione che fa capo a Verona. Si tratta di un progetto innovativo, che sceglie di usare uno strumento ancora non praticato dalle politiche culturali in Italia: il Registro delle Buone pratiche di salvaguardia del patrimonio immateriale. L’esperienza del Tocatì si è già rivelata un’eccellenza internazionale, se l’Associazione Europea (Aejest) riconoscendo il Festival come uno strumento permanente per fare rete a tutti i livelli, dal locale all’internazionale, ha delegato nel 2015 l’Associazione a rappresentarla all’Unesco. Un formidabile messaggio di dialogo tra culture diverse.

 

Elena Cardinali

Tratto da: Arena

Data: 28/08/2017

Note: Elena Cardinali