Torna a splendere l’affresco posto sopra il ponte levatoio di Castelvecchio

Si è concluso il restauro dell’opera di Serafino Serafini raffigurante la “Madonna col Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano” eseguito da Flavia Maria Benato e Adriana Benetti, con la supervisione di Maristella Vecchiato

La Redazione 23 maggio 2016 16:3

Si è svolta questa mattina, alla presenza del consigliere comunale incaricato alla Cultura Antonia Pavesi, al termine dei lavori di restauro, l’inaugurazione dell’affresco raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano che si trova nella lunetta sopra il ponte levatoio di Castelvecchio.

Presenti alla cerimonia la direttrice dei Musei Civici Margherita Bolla e l’architetto Pierdomenico Mazza del Centro Studi Città Popolare di Verona, ideatore e promotore del progetto di restauro. L’opera è del pittore veronese Serafino Serafini ed è risalente al 1574. Il restauro, eseguito da Flavia Maria Benato e Adriana Benetti, con la supervisione di Maristella Vecchiato della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, è stato reso possibile dal Centro Studi Città Popolare di Verona, grazie al finanziamento di Fondazione Cattolica Assicurazioni e di Inner Wheel Club di Verona. “L’affresco – sottolinea Pavesi – torna oggi a mostrarsi alla città al suo meglio, grazie ad un intervento di restauro che ha riguardato la ripulitura dell’intera superficie dipinta, il fissaggio di alcune parti sfaldate dell’intonaco e del colore ed alcuni accorgimenti per evitare il ristagno dell’acqua piovana alla base”.

I santi Rocco e Sebastiano, sono conosciuti per la loro specializzazione come protettori contro la peste. L’affresco sulla porta d’accesso al castello costituiva quindi un auspicio di protezione della fortezza dalla malattia, i cui focolai imperversavano allora in Italia settentrionale. Il pittore Serafino Serafini apparteneva ad una famiglia di artisti attivi a Verona già nel XV secolo. Le sue opere sono per lo più disperse: conosciamo un quadro con Crocifissione e santi nella chiesa parrocchiale di Zimella, datato 1588. Seguendo uno stile vicino a quello di Francesco Torbido e di Battista del Moro, Serafini dipinse l’immagine votiva di Castelvecchio in modo didascalico e comunicativo.

Personaggi illustri della città di Verona: il pittore Serafino Serafini
Serafino Serafini (1533 ca – ante 1605) fu un pittore attivo a Verona. Nato da una famiglia di artisti, molte delle sue opere sono andate perdute, ma una di rilievo è conservata all’ingresso di Castelvecchio ed è appena stata restaurata

Personaggi illustri della città di Verona: il pittore Serafino Serafini

Il pittore veronese Serafino Serafini (1533 ca – ante 1605) era nato in una famiglia di artisti che esercitavano la loro professione nella città scaligera già nel corso del XV secolo. I suoi lavori sono purtroppo in larga parte finiti dispersi, ma se ne conoscono alcuni come il quadro con Crocifissione e Santi del 1588, conservato ancora oggi nella parrocchia di Zimella.

Il suo stile viene dagli storici dell’arte accostato a quello di pittori come Battista del Moro e di Francesco Torbido. Tra le opere di Serafini che si possono ricordare vi è anche un’immagine votiva di Castelvecchio particolarmente comunicativa. Si tratta di un affresco risalente al 1574, dotato di pochi colori e realizzato con un abbondante impiego di intonaco che ritrae i santi Rocco e Sebastiano affiancati alla Vergine (“Madonna col Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano”).

Entrambi i santi sono tradizionalmente considerati dei protettori contro la diffusione della peste, ed è quindi molto probabile che la stessa scelta di collocare un simile dipinto proprio all’ingresso della fortezza, fosse stata presa in funzione apotropaica, come un tentativo cioè di tenere lontano da Castelvecchio il terribile morbo che in quel periodo falcidiava le popolazioni dell’Italia settentrionale.

Il dipinto di Serafini era stato restaurato nel 1983/84, ma il continuo afflusso di vetture e il conseguente smog ne aveva sempre più nell’ultimo periodo causato un notevole deterioramento. L’affresco in questione è stato pertanto nuovamente ripulito attraverso un ulteriore intervento volto a restituirne l’originario splendore, eseguito dalle restauratrici Flavia Maria Benato e Adriana Benetti, sotto la guida della Direzione Musei e con la supervisione della dottoressa Maristella Vecchiato della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.

Fonte   VERONA SERA

Data: 23/05/2016

Note: VERONA SERA