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Videosorveglianza attiva, accesso libero di giorno e chiusura notturna-
Ha provocato dissidi in consiglio comunale, grattacapi ai vigili, proteste da parte dei cittadini. Ma a distanza di quasi tre anni dall´inizio dei tormentati lavori di riqualificazione, l´Arco dei Gavi è finalmente pronto per essere restituito alla cittadinanza in tutto il suo splendore.
L´inaugurazione è infatti fissata tra pochi giorni, mercoledì prossimo 4 dicembre. Stefano Casali, assessore ai lavori pubblici, nonché neo-vicesindaco, esprime la propria soddisfazione: «Ci è voluto del tempo, ma siamo estremamente contenti del risultato. L´Arco dei Gavi con la sua piazzetta circostante, a fianco di Castelvecchio, torna a essere uno dei principali gioielli della città, con un affaccio strepitoso sull´Adige».
E l´assessore fa anche un´altra rivelazione. Lo splendido mosaico romano di venti metri quadrati, rinvenuto durante lo scavo per il fossato a protezione all´Arco (opera poi annullata), non sarà conservato ed esposto agli Scavi Scaligeri, come ipotizzato all´inizio. Dopo il restauro troverà dimora, probabilmente, al Museo di Castelvecchio: «D´accordo con la Soprintendenza, crediamo sia più giusto lasciare il mosaico nelle vicinanze del suo luogo di ritrovamento», commenta Casali.
L´Arco dei Gavi, costruito nel primo secolo per celebrare la Gens Gavia, una delle famiglie più influenti dell´epoca, negli ultimi tempi ha subito molteplici danni a causa dei writer, che l´hanno imbrattato con scarabocchi in vernice spray.
Per proteggere l´Arco dalle ripetute incursioni, all´inizio del 2011 spuntò l´idea di circondarlo con un profondo fossato, così da renderlo inavvicinabile. Tuttavia, nell´estate dello stesso anno, proprio durante lo scavo, fu chiaro che sotto il monumento si celava una dimora patrizia, decorata con un grande mosaico policromo. I lavori quindi si bloccarono e, al posto degli operai, nel cantiere entrarono gli archeologi. Durante il 2012, si decise di rinunciare al fossato, sostituendolo con una recinzione e, soprattutto, con un sistema di videosorveglianza collegato 24 ore su 24 all´ufficio di pubblica sicurezza della polizia municipale.
In seguito, il mosaico venne rimosso dalla sua sede originaria e i lavori di riqualificazione poterono riprendere.
Casali riassume l´intervento, costato complessivamente 700mila euro, di cui 500mila finanziati dalla Fondazione Cariverona: «L´Arco è stato ripulito e le scritte che lo deturpavano cancellate. La videosorveglianza è attiva. Sono stati rinnovati il verde e il lastricato attorno al monumento, collocando pure tratti di pavimentazione romana che finora riposavano nei magazzini della Soprintendenza».
Inoltre: «Per offrire una maggiore veduta panoramica e rendere visibile l´Arco anche dalla sponda opposta dell´Adige, si è scelto di sostituire una porzione di parapetto fluviale in muratura con pannelli di cristallo antisfondamento».
L´accesso sarà aperto e libero durante il giorno, ma chiuso la sera e la notte attraverso la recinzione installata tutt´attorno. Si spera che queste misure bastino a tutelare il monumento dagli atti vandalici, purtroppo sempre incombenti.L.CO. NULL

Tratto da: L'Arena il giornale di Verona

Data: 28/11/2013

Note: giovedì 28 novembre 2013 CRONACA, pagina 11