PALAZZO FORTI. Da oggi al 3 settembre la rassegna con 170 opere dell’artista francese.
Tosi: «Grazie alla collaborazione con Arthemisia, Verona è diventata capofila per le grandi mostre». Siena: «In 3 anni un milione di visitatori»

Straordinario interprete della Parigi di fine Ottocento e della vita bohémienne, del mondo colorato degli artisti di Montmartre, del Moulin Rouge e dei teatri, così come dei postriboli e delle prostitute. Ma anche acuto anticipatore di un modo di ritrarre il reale con una leggerezza e semplicità di segno che punta all’essenziale per «inchiodare» lo spettatore, catturandone l’attenzione: i suoi manifesti pubblicitari, le sue stampe sono l’immagine della modernità, del mondo nuovo che si va affermando, un mondo in cui lo sguardo si muove molto più veloce, e dunque per catturarlo serve un’arte nuova, un segno stilizzato.Questa è la realtà che vive e rappresenta Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901). Alto un metro e cinquantadue – era affetto da una forma di nanismo – e morto a 35 anni devastato dalla sifilide e dall’alcolismo, Toulouse-Lautrec divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi dell’epoca. Sue sono le immagini, ben impresse nell’immaginario collettivo, del balletto al Moulin Rouge e di Aristide Bruant e delle discinte prostitute nelle case chiuse in cui aveva il suo atelier. È questo mondo che sfila davanti al visitatore nella mostra che si inaugura oggi (dopo la vernice di ieri sera; la rassegna resta aperta fino al 3 settembre) ad Amo a Palazzo Forti Toulouse-Lautrec. La Belle Époque che ne celebra il percorso artistico con 170 opere provenienti dall’Herakleidon Museum di Atene. Manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell’epoca ricostruiscono uno spaccato della Parigi bohémienne.La mostra è stata presentata ieri alla presenza del sindaco Flavio Tosi, di Adele Siena, presidente di Arthemisia Group che la organizza, del direttore di Amo Francesco Girondini, del curatore Stefano Zuffi e dei maggior sponsor, Agsm e Generali Italia, che offre gratuitamente a tutti i visitatori l’audioguida della mostra. «Siamo orgogliosi di presentare l’ennesima mostra frutto della proficua collaborazione con Arthemisia», ha detto Tosi, «che ha portato a Verona, negli ultimi anni, grandi eventi culturali capaci di attrarre un numero importante di visitatori e di fornire a migliaia di turisti la possibilità di scoprire luoghi di Verona che altrimenti sarebbero fuori dai percorsi abituali».«Questa è la settima mostra che, nell’arco di tre anni, portiamo a Verona», ha ricordato Adele Siena. «Un bel lavoro di squadra che ha dato risultati molto buoni, con un milione di visitatori. Crediamo di avere individuato in Verona la sede deputata per queste grandi mostre».Tra le opere più celebri presenti in mostra litografie a colori (come Jane Avril , 1893), manifesti pubblicitari (come La passeggera della cabina 54 del 1895 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895) diventati emblema di un’epoca indissolubilmente legata alle immagini dell’aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec. L’itinerario dell’esposizione è scandito in 10 sezioni tematiche, sempre in rapporto con i grandi cambiamenti storici, tecnologici, sociali e architettonici di Parigi alla fine del XIX secolo, al tempo scintillante della Belle Époque. Le prime quattro sezioni sono dedicate alle Notti parigine: alle tre sale intitolate a singoli protagonisti delle scene, Jane avril, Aristide Bruant, Yvette Guilbert, ne segue una quarta che spazia sul mondo degli spettacoli, dal Moulin Rouge all’Opéra. Una vasta sala è dedicata al variegato mondo degli spettacoli, dalle scene popolari del cabaret fino alle rappresentazioni più impegnative di tragedie greche o di concerti all’Opéra. L’ultima parte della mostra è dedicata alle donne: sensualità forzata e la seduzione “professionale” di cantanti, attrici o prostitute, osservate senza ironia o moralismi. Tra le immagini femminili evocate da Toulouse-Lautrec, anche il sogno di un amore impossibile, la misteriosa signora incontrata in un viaggio per nave ed evocata con grande delicatezza nella litografia intitolata La passeggera della cabina 54 (1896). Ma la mostra chiude con una stanza proibita ai minori di 18 anni in cui è ricostruita l’atmosfera di un bordello, con la proiezione di immagini osé del tempo e foto altrettanto osé visibili sbirciando dietro un paravento.

Alessandra Galetto

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA cultura pag.57

Data: 1/04/2017

Note: Alessandra Galetto FOTOSERVIZIO BRENZONI