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CONTENITORI E CULTURA. Dopo il via libera in Giunta al progetto della funicolare il recupero di tutta l’area riprende velocità
A Castel San Pietro tre piani di esposizioni, terrazza ristorante, biblioteca, sala lettura e conferenze
Un pezzo alla volta prende forma il piano di riqualificazione di uno dei luoghi più suggestivi della città, quello che qualcuno ha già battezzato come il «colle dei musei», destinato a diventare un’oasi di cultura e di bellezza paesaggistica.
Dopo il via libera della Giunta comunale, ultima tappa del percorso autorizzativo, fra una ventina di giorni partirà il cantiere per la riattivazione della funicolare – sarà in realtà un ascensore verticale con una copertura trasparente a guida automatizzata – che collegherà la piazzetta adiacente la chiesa di Santo Stefano a Castel San Pietro. I lavori, che dureranno un anno circa, sono infatti già stati appaltati. Il percorso di 180 metri, con una pendenza fino al 34 per cento e un dislivello di 57 metri, sarà coperto in due minuti.
La funicolare farà una tappa intermedia all’ingresso del parco archeologico del Teatro Romano e al relativo Museo archeologico, ora in fase di radicale ristrutturazione, o potranno entrare nel nuovo parco del Colle di Castel San Pietro percorrendo un breve sentiero panoramico sulla collina. A costruire la nuova funicolare, ripristinando il collegamento che funzionò per brevissimo tempo negli anni Quaranta, sarà la Leitner Ropewais, azienda altoatesina. Lo scorso maggio un incendio provocò danni ingenti alla stazione a monte, la cui ristrutturazione era quasi terminata.
Il costo dell’opera, di 3,1 milioni Iva esclusa, sarà sostenuto dalla Fondazione Cariverona, proprietaria dell’intero complesso di Castel San Pietro dove sorgerà il nuovo museo di Storia naturale. L’intervento è in fase avanzata ma per vedere ultimato il nuovo sito bisognerà aspettare almeno un anno e mezzo.
CASTEL SAN PIETRO. Complessivamente la trasformazione di Castel San Pietro nel nuovo museo di Storia naturale, avrà un costo di 35 milioni di euro. La Fondazione Cariverona aveva acquistato il complesso dal Comune per 11 milioni, cui vanno aggiunti 20 milioni per il restauro, i 4 milioni stanziati dal Comune per arredi e strumentazioni multimediali e i circa quattro milioni per la funicolare, parte integrante del progetto. Si prevede che entro un anno e mezzo, Castel San Pietro sarà il nuovo museo di Storia naturale, ora a Palazzo Pompei in lungadige Porta Vittoria, con una superficie di seimila metri quadrati e un’area espositiva, con soluzioni altamente tecnologiche, sviluppata su tre livelli, a ciascuno dei quali corrisponderà un tema, con un’esposizione permanente, mostre temporanee e un’area per la didattica e le conferenze. La terrazza ospiterà un ristorante, una biblioteca e una sala lettura delimitata da vetrate panoramiche.
Ora si sta lavorando sull’impiantistica e sul restauro della facciata dell’ex caserma austriaca. La grande cisterna «viscontea» emersa dagli scavi sotto il castello, sarà coperta con una vetrata e resterà visibile al pubblico.
I nuovi spazi di Castel San Pietro, tuttavia, non basteranno a contenere i reperti del Museo di storia naturale. Le modifiche progettuali e i ritrovamenti archeologici emersi dal cantiere, che occuperanno alcune delle sale, hanno infatti ristretto gli spazi nell’ex fortezza asburgica. A porre il problema della compatibilità degli spazi era stato lo stesso Giuseppe Minciotti, direttore del Museo di storia naturale. La soluzione sarebbe quella di dedicare Castel San Pietro all’esposizione e alla didattica e di trasferire all’ex Arsenale, nella palazzina 12 il deposito, i laboratori tecnico-scientifici e la biblioteca che da sola occupa tre chilometri di scaffali.

Il materiale del museo, struttura che in Italia è terza per importanza dopo Milano e Genova, e che nel 2013 ha avuto 31mila visitatori, ora è dislocato su una superficie di 6.300 metri quadrati, 3.800 a Palazzo Pompei e 2.500 nella palazzina dell’Arsenale.

Enrico Santi

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca pag.11

Data: 11/04/2015

Note: Enrico Santi