SALUTE. Si terrà il 7 e 8 giugno il primo congresso nazionale sugli inalatori e la loro efficacia nelle patologie respiratorie
L’allarme del professor Dal Negro «Si comincia con le sigarette già da adolescenti». E invoca politiche attente alla sostenibilità ambientale

Fumo e inquinamento atmosferico sono i primi e più agguerriti nemici dell’apparato respiratorio. E se il primo si combatte smettendo di fumare, contro l’altro la lotta è impari perchè presuppone un radicale mutamento di scelte industriali e sociali, cioè politiche. Se ne parlerà giovedì 7 e venerdì 8 giugno, al Centro congressi dell’Hotel Leopardi,in Borgo Milano, nel primo congresso nazionale «I device inalatori nella governance delle malattie vie aeree», presieduto e organizzato dal professor Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria di Verona. Oltre 300 gli specialisti accreditati, provenienti da tutta Italia.Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e asma bronchiale sono in aumento, arrivando ad interessare circa il 12 per cento della popolazione generale. La Bpco arriva al 6-7 per cento, mentre l’asma al 5-6 per cento. Per un totale di oltre sei milioni di italiani colpiti. Per quanto riguarda il rapporto tra Bpco ed età, intorno ai 50 anni i malati sono circa il sette per cento, intorno ai 60 la percentuale sale sino a raggiungere l’11-12 per cento, con numeri che raggiungono il 50-55 per cento oltre i 70. Tra le altre malattie respiratorie cronico-persistenti ci sono anche i disturbi respiratori del sonno, le apnee ostruttive, che interessano circa il quattro per cento della popolazione; a seguire cancro del polmone e fibrosi polmonari.Intanto ieri si è celebrata la Giornata mondiale senza tabacco, iniziativa istituita nel 1988 dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per sensibilizzare la popolazione ai danni derivanti dal fumo. Il professor Dal Negrosottolinea come il numero di fumatori, calati dopo i divieti per i locali pubblici, ora sia di nuovo in aumento: «Mentre è calato il consumo tra le persone di età media, la ripresa, purtroppo, si assiste nei giovani fino a 20 anni, equamente divisa tra maschi e femmine. In Italia il 23 per cento della popolazione fuma, più al sud che al nord. Si comincia tra i 13 e i 16 anni, così aumenta il rischio di patologie all’apparato respiratorio. Fino a 20 anni i polmoni sono ancora in fase di sviluppo e il fumo in età adolescenziale causa ancora più danni». Il fumo non danneggia solo l’apparato respiratorio: sono almeno 25 le malattie correlate al fumo, dall’apparato cardio-vascolare, al pancreas, fino a stomaco e reni.E l’inquinamento? «Quello è correlato a un modello di sviluppo che prevede un incremento di consumo di suolo e di traffico», risponde Dal Negro. «Il singolo qui non può fare molto, ma lo possono fare i grandi gruppi, per sviluppare modelli di sviluppo più sostenibili. Oggi i dati dicono che il danno industriale è inferiore rispetto a quello del traffico veicolare».Il congresso della prossima settimana approfondirà in modo specifico le tecnologie e gli strumenti più evoluti per l’assunzione delle terapie più efficaci. «Essendo la terapia inalatoria il gold standard per la gestione di queste malattie», spiega Dal Negro, «parleremo di ostruzione delle vie aeree, di farmacologia dell’ostruzione bronchiale, e dei sistemi più moderni e tecnologicamente più avanzati in grado di ottimizzare l’effettuazione della terapia inalatoria, di nursing specialistico, di indicatori di performance. Se è importante la conoscenza delle caratteristiche dei farmaci da usare, così è importante (se non di più) è la conoscenza dei sistemi per l’erogazione dei farmaci, da cui dipende oltre il 60per cento dell’efficacia della terapia».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 1/06/2018

Note: ELENA CARDINALI